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SITI DI BORSA E TESTO UNICO |
LA MINACCIA: CANCELLATI PER DECRETO La bozza del nuovo T.U. sulla finanza rivela un pericolo imminente per molti siti finanziari. L'obbligo a trasformarsi entro novembre in società di consulenza o sparire. Sotto attacco i siti internet che offrono segnali di trading, considerati attività di consulenza. La nuova normativa riguarda solo chi offre un servizio personalizzato. Le pene: da 6 mesi a 4 anni e da 2.000 a 10.000 euro di multa. Si tratta dell'ennesima marcia indietro in materia di consulenza. Attività riservata alle Sim?
Il disappunto per i siti che offrono segnali per il trading è grande: il ministero del Tesoro con il nuovo Testo Unico sulla finanza, che entrerà in vigore dal prossimo novembre potrebbe colpire non solo i fornitori di servizi di supporto al trading, ma anche i molti investitori che li seguono con fiducia. Chiunque poteva fino ad ora offrire via web segnali operativi frutto di analisi tecnica. Dal 1991, anno nel quale il legislatore ha fatto sparire la consulenza finanziaria dall'elenco dei servizi possibili sono nate una serie di iniziative, gratuite o meno, mirate a fornire indicazioni operative. Alcune di queste offerte erano proposte sulla rete da vari soggetti, altre da professionisti. Ed sono state proprio le proteste di questi ultimi a far decidere per una modifica della regolamentazione. In futuro potranno svolgere l'attività di consulenza non solo le sim, ma anche le singole persone fisiche, che non sono incorse in particolari pendenze giudiziarie ed in possesso di specifici titoli e conoscenze. Si tratta di un vero cambio di rotta, una marcia indietro con la consulenza in materia di investimenti che ridiventa servizio finanziario possibile. Indubbiamente c'è l'esigenza a regolamentare le materia per evitare possibili irregolarità. Ciò è molto sentito dopo la scia di crac finanziari e danni ai risparmiatori ed investitori degli ultimi anni che portano il nome di Cirio, Parmalat, banca 121, Argentina. Tutti crac nei quali le Banche hanno fatto errori clamorosi ed i risparmiatori ci hanno rimesso. Ora si richiedono professionalità ed onorabilità adeguate a svolgere l'attività di consulenza via web, settore nel quale gli indipendenti sono più attivi. Requisiti precisi che verranno stabiliti da uno specifico prossimo decreto, frutto del lavoro d'insieme della Banca d'Italia, Consob, Ministeri delle Finanze e Giustizia. La questione è sottile: qual'è il confine tra consulenza e analisi? I trading systems con i loro segnali sono gestione surrettizia? Sono consulenza e gestione personalizzata? C'è grande bisogno di chiarezza. Per esempio come sarà il nuovo consulente? Dovrà essere indipendente, operare senza conflitto di interessi, suggerire prodotti non per un tornaconto personale, ma nell'interesse dell'investimento. Un professionista in possesso di un patrimonio in grado di risarcire i danni arrecati a terzi nello svolgimento della propria attività. Patrimonio che potrà essere sostituito da una adeguata e specifica assicurazione per copertura dai rischi. E i siti? Quelli che offrono una consulenza personalizzata, tagliata su misura per chi la richiede, devono necessariamente chiedere l'iscrizione al costituendo albo. Essere compresi in questo elenco garantirà la possibilità di fregiarsi della titolarità di tutti i requisiti prima indicati, ma obbligherà a proporre operazioni adeguate al profilo di rischio, agli obiettivi di investimento e alla loro capacità di sostenere le perdite in termini di patrimonio e reddito del cliente. Si tratta di un peso non secondario che chiaramente limita le proposte di investimento che possono essere offerte. Potranno i siti che offrono questi servizi sopportare il peso delle nuove incombenze e degli ulteriori costi? Analisi come attività accessoria. Cosa cambia per chi non offre la consulenza personalizzata? Tutto come prima. Le raccomandazioni di carattere generale non sono sicuramente materia di consulenza. Però c'è un altro comma del futuro Testo unico che pone dei dubbi. Quello nel quale si stabisce la definizione di servizio accessorio. Nella bozza di decreto legislativo la ricerca in materia finanziaria o altre forme di raccomandazioni generali riguardanti operazioni relative a strumenti finanziari sono riconosciute come servizio accessorio. Un successivo articolo però precisa che tale attività può essere svolta dalle sim. Si può pensare che, se un' attività non è esplicitamente vietata o riservata, possa essere svolta liberamente, recita un principio generale del diritto. Quindi, mentre per i servizi di investimento la legge precisa i soggetti chiamati a poterli svolgere, per quelli accessori non esiste questa riserva. Di sicuro la materia non è chiara e sarà necessario a breve un chiarimento da parte delle autorità interessate, dal momento che i rischi non mancano e la scadenza di novembre è vicina. Bene hanno fatto gli organizzatori del prossimo Italian Trading Forum di Rimini ad organizzare una conferenza dibattito sul tema della consulenza finanziaria e la nuova normativa Mifid. La certezza del diritto è la base di ogni attività. Questo vale particolarmente in Italia dove per creare posti di lavoro ed attività si ricorre sempre più spesso al decreto piuttosto che ai meccanismi di mercato. Ora i siti web, che danno questi servizi con segnali operativi personalizzati, dovranno per forza crescere o sono condannati a sparire e a lasciare il posto ad altri. (Fonte: Giuseppe Di Vittorio MF) |
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