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IL FONDO: MEGLIO PICCOLO, INDIPENDENTE E PARTECIPATO Negli Stati Uniti nel decennio 1992-2002 solo il 35% dei fondi ha battuto l'indice MSCI. Non è certo una performance molto rassicurante. Ed in Italia come sono andati? Solo alcuni fondi come Kairos, Azimut, Anima si sono salvati: pochi Fondi, piccoli e sopratutto indipendenti. Tra le SGR solo le società piccole e indipendenti riescono a dare soddisfazione alle famiglie che hanno affidato loro i risparmi di una vita. Solo il 10% dei gestori ha battuto il portafoglio nazionale medio negli ultimi tre anni. Negli ultimi tre anni di Toro (2003-2005) solo 16 sgr su 52 hanno offerto risultati migliori di quelli che le famiglie italiane avrebbero ottenuto facendo da sole. Nel 2005 mediamente il portafoglio degli italiani si è rivalutato del 5,38%. Nel periodo 2003-2005 i guadagni famigliari salgono al 17,20%. I Fondi invece nel 2005 hanno fatto un misero 5,48% e solo dell’11,57% negli ultimi tre anni. Questo sembra portare alla conclusione che nonostante i fondi mettano sul piatto la loro professionalità, maggiore diversificazione e minore rischio, non riescono a far meglio del fai da te familiare, nonostante le remunerazione del servizio costi mediamente dal 3 al 5% del capitale investito. Anche in america come si vede dal grafico la situazione non è molto diversa.
Negli States le regole di mercato ovviamente sono diverse, ma alcune esperienze sono significative. Per esempio gli investitori più attenti, quando decidono di investire, spesso non scelgono su quale titolo o settore o fondo investire, ma investono sul gestore. Come fossero alle corse dei cavalli puntano sul gestore indipendente che ha un trend rialzista nelle sue performances. C'è anche tutta una fioritura di riviste che fanno le classifiche, confrontano i rendimenti dei gestori, analizzano le loro caratteristiche e stili di gestione. Gli investitori entrano investendo su un gestore che ha performances in crescita con gestito in crescita. Il successo ottenuto ingrossa le file degli investitori che scelgono quel gestore e di solito all'aumentare della massa gestita spesso non corrisponde un pari aumento delle performance. Appena il fondo diminuisce i propri guadagni, come fosse arrivato un segnale di analisi tecnica di vendita su un qualsiasi titolo, gli investitori saltano il fosso, cambiano il cavallo e si trasferiscono in fondi più piccoli e in crescita ricominciando da capo. Molti gestori indipendenti infatti, per evitare di avere fondi fisarmonica, hanno chiuso le porte ai nuovi arrivi, scelgono il cliente e mantengono la massa gestita a livelli ottimali. Il fondo ha così rendimenti più costanti e regolari, ma tende ad assomigliare sempre più ad un club di aristocratici investitori di stile anglosassone.
Ed in Italia? Sentiamo cosa conclude il prof. Beppe Scienza della Università di Torino dopo l'uscita del rapporto reso pubblico da Ricerche e Studi (R&S) di Mediobanca sui risultati dei gestori dei fondi italiani. - "Proviamo a valutare l'operato dei gestori, cioè sulla base delle loro politiche d'investimento ufficiali. Lo abbiamo fatto per i mercati piú significativi per un investitore italiano: il reddito fisso in lire e poi euro, la Borsa italiana, le azioni di Eurolandia, le azioni americane. Abbiamo sviluppato confronti per periodi diversi, ovviamente tenendo conto dell'imposizione fiscale, dei cambi e di vari altri aspetti alquanto tecnici (la metodologia seguita è esposta in una pagina nel sito Internet del dell'Università di Torino all'indirizzo www.beppescienza.it). Studio Mediobanca sui gestori di fondi comuni
| | | Dal 1995 al 2005 | | | | performance totale | | Dati Mediobanca | Tutti i fondi | 40,5% | | Fondi obbligazionari | 47,6% | | Fondi azionari | 45,9% | | Bot annuali | 45,1% | | | | | | | | performance totale | | Confronti coi mercati | Fondi obbl. med.-lungo | 58,3% | | Btp | 83,1% | | differenza | -24,8% | | | | Fondi azionari Italia | 200,1% | | azioni italiane | 270,6% | | differenza | -70,5% | | | | Fondi azionari Europa | 83,2% | | azioni europee ( euro) | 169,7% | | differenza | -86,4% | | | | Fondi azionari America | 63,3% | | azioni americane | 145,2% | | differenza | -81,9% | Conclusioni? Peggio che andar di notte. Il deficit dei fondi comuni rispetto al fai-da-te risulta ancora maggiore. La tabella qui sopra riporta gli incrementi complessivi negli ultimi dieci anni, un periodo che neppure la corporazione del risparmio gestito osa definire troppo breve. Come si vede i deficit di gestione sono enormi, andando da un -25% per il reddito fisso a un -70% per le azioni italiane. Dal 1995 al 2005 senza gestione 100 milioni messi in Borsa sono mediamente diventati 370. Ma soltanto 300, se affidati a quelli che pomposamente si chiamano money manager.
Se estendiamo il confronto a partire dal 1984, cioè dalla nascita dei fondi comuni aperti di diritto italiano, le conclusioni sono analoghe. Il risparmio gestito ha reso mediamente meno non solo dei Bot, ma anche delle obbligazioni e dei titoli di stato, brevi o lunghi, nonché delle azioni italiane, europee o americane. Ciò non è frutto del caso: è voluto. Ci troviamo infatti di fronte a un gioco a somma nulla: alle perdite o ai minori guadagni dei clienti corrispondono maggiori utili di venditori, gestori e intermediari vari. Ed è sicuro che continuerà a essere cosí. Il solo modo per sfuggirvi è riprendere il controllo dei propri soldi, liquidando senza remore i fondi e soprattutto le ancora meno trasparenti gestioni in fondi (Gpf)" -. E quando il gestore è coinvolto nel fondo con soldi propri? La situazione migliora decisamente quando il manager gestore partecipa con soldi suoi, perchè fa più attenzione rischiando in proprio. I fondi in cui sono coinvolte le risorse finanziarie dei gestori tendono a performare meglio rispetto ai fondi che non coinvolgono i manager. Lo dice una recente ricerca del Georgia Institue of Technology e della London Business School. Sono state formulate diverse strategie per spingere i gestori a rischiare le proprie fortune insieme a quelle della clientela. Si va da investimenti previsti per contratto il cui ammontare e' fisso, esplicito e legato alla anzianità del gestore, a sistemi retributivi che prevedono l'utilizzo dei bonus legati alla performance per l'acquisto di quote del fondo. L'esperienza dimostra che i fondi le cui quote sono in parte possedute da manager hanno avuto un rendimento del 6,2% superiore a quello raggiunto dai fondi che non coinvolgono direttamente i gestori. Molti fondi, per rendere la questione ancora piu' attraente per i clienti, danno informazioni relative alla partecipazione dei gestori, pubblicandole anche sui prospetti informativi. Ancora si lamentano però carenze informative. Per qualche ragione infatti molto spesso non viene indicato l'esatto ammontare della partecipazione del gestore, ma solo un intervallo in cui e' contenuta. Inoltre diventa difficile valutare l'attaccamento alla causa del professionista, senza conoscere l'incidenza della quota investita sulla sua situazione patrimoniale. In ogni caso la statistica parla chiaro. Quando il gestore rischia del proprio le cose vanno meglio per tutti.
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