Il commento mensile di Luca Bagato, analyst indipendente di Macromarkets
Stiamo scivolando piano piano nel corridoio dove possiamo considerare che la depressione del ciclo sia 100% prezzata; questa fase (caso 2003 ) è solitamente anticipata da una curva in irripidimento sul 2/10 (prezzi obbligazioni governative sul 2yr migliorano (o peggiorano) più (meno) di quelli sul 10 yr) e da uno o più massimi sulle materie prime (ora Oro) e da minimi del $ (contro Euro a 1,50) e da asimmetrie tra trend azionari e fondamentali: il nostro modello di premio al rischio senza effetto tassi (ovvero senza ipotizzare il ritorno dell'inflazione) spingerebbe il teorico su S&P500 fino a 1200 mentre lo stesso modello, includendo l'effetto inflazione, ci riporterebbe a 900 entro 3 mesi.
Pensiamo ci siano tutti gli elementi per definire la fase di fine '09 come un tentativo 'quasi perfetto' di max depressione e quindi vediamo il 2010 come un potenziale (anche se forse smorzato) 1994: con volatilità sia su obbligazionario, che su azionario e con $ in rafforzamento.
Direi che la fine del '09 e la prima parte del '10 potrebbero essere caratterizzate da un 'reversal carry trade' sul $ per preparare i mercati all'exit strategy e dovrebbe esserci un potenziale simmetrico di ribassi sui prezzi delle obbligazioni societarie, sugli indici azionari (soprattutto quelli più bancari), sulle obbligazioni governative a lungo termine e sull'Euro contro $ e contro Yen.
Obiettivo per l'S&P500 per fine anno: tra 950 e 900.
Obiettivo per il 10yr $ (rendimento) tra 3,50% e 3,75%
Obiettivo per $/Euro tra 1,45 e 1,40.
Obiettivo per Euro/Yen tra 130 e 125.
SITUAZIONE MACROECONOMICA E PROSSIME SCADENZE
Le dichiarazioni di vari esponenti della banca centrale statunitense nelle ultime settimane sono tutte volte ad un sostegno dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Per la prima volta, purtroppo, nella sua storia di indipendenza, la Fed entra nel campo delle valutazioni (Bernanke ha sostenuto la scorsa settimana che non vi è alcuna evidenza di sopravvalutazione sui mercati dei capitali statunitensi, mentre i multipli azionari superano ora quelli del periodo Internet ed i tassi di interesse statunitensi sul breve sono negativi), fornendo di fatto un implicito supporto alla speculazione finanziaria.
L'enorme operazione di comunicazione si completa con ritocchi di facciata messi in campo da alcune delle istituzioni finanziarie più vicine all'amministrazione: della scorsa settimana la notizia - che ha fatto sorridere m olti degli operatori più smaliziati - che Goldman Sachs lancierà un fondo per le piccole imprese con una dotazione di 500 milioni di dollari, un' inezia se paragonato alle decine di miliardi di bonus distribuiti ai propri dipendenti.
Il quadro si completa con le dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale secondo il quale le operazioni di "
carry trade" (si veda il glossario) poste in essere indebitandosi in dollari per finanziare operazioni speculative sui mercati sono giustificate.
Eppure lo stock di debito pubblico americano tendenziale rimane poco meno della metà di quello giapponese e si avvicina molto a quello europeo.
In questo quadro di comunicazione poco trasparente, ma ben orchestrata è chiaro che le istituzioni finanziarie si sentano autorizzate ad aumentare la leva finanziaria sui propri portafogli, potendo contare sul sostegno incondizionato della politica.
Quanto possa andare avanti questa situazione, ovvero quale sarà il catalizzatore che, crediamo di colpo, sconvolgerà questo fragile equilibrio, è difficile da stabilire. Più a lungo si protrarrà questa fase di enorme sopravvalutazione, peggiore però sarà la successiva reazione.
Eppure, al di là delle dichiarazioni di alcuni seri economisti, di indicazioni che i mercati si confrontino di nuovo con una bolla speculativa di gigantesche proporzioni non ne mancano. Stamane
Bloomberg riporta la notizia che mentre il prezzo dell'
alluminio, come quello di altri
metalli, primo tra tutti l'oro, segna nuovi massimi, vi è un eccesso di offerta di circa il 30% rispetto all'effettiva domanda.
Il sostegno pubblico a queste operazioni di cosmetica sta però diminuendo; da qualche settimana il gradimento della politica dell'attuale amministrazione americana è sceso al di sotto del 50% mentre le elezioni di metà mandato del 2010 si avvicinano. Il tasso di disoccupazione continua a salire in tutto il mondo e l'utilizzo della capacità produttiva si attesta intorno ai due terzi in media in giro per il mondo. Nonostante grandi recuperi di efficienza la domanda rimane estremamente debole.
L'ultima visita ufficiale in Cina ha inoltre dimostrato chiaramente quanto l'amministrazione statunitense disponga di scarso potere negoziale in questioni i riequilibrio commerciale.
Il quadro europeo non è per niente migliore. Le aziende italiane quotate in borsa hanno registrato in media un decremento del 40% del volume di affari rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. Anche da noi non mancano tentativi di trasferire il rischio, ancora una volta, dalle istituzioni finanziarie ai risparmiatori (si veda per tutti il nostro articolo sulla quotazione di
Yoox).Sembra che il buon senso sia più presente nella testa degli amministratori di alcune delle principali economie emergenti; il Brasile ha posto in esser controlli per contrastare la forte rivalutazione del
Real, la Cina non manca occasione per criticare gli Stati Uniti sulla politica di bassi tassi di interesse che favoriscono operazioni speculative contro il dollaro. Se qualche possibilità di acquisto sull'azionario sensato rimane è proprio a questi mercati che bisogna guardare ( si veda il nostro pezzo sulla Cina, il prossimo riguarderà proprio il Brasile).
Settimana che potrebbe dare uno scossone ai mercati finanziari con i dati relativi alle case negli Stati Uniti. Oggi viene diffuso il dato relativo alle case esistenti (probabilmente alto, ma solo a segnalare l'utilizzo degli incentivi statali). Domani e dopo i dati sull'indice più seguito, il
Case Shiller e la vendita di nuove case mercoledì.
Può darsi che si facciano ancora dei soldi in borsa nei prossimi mesi ma nessun ulteriore rialzo è giustificbile in assenza di dati in miglioramento sull'occupazione e sulla vendita di nuove case, sia negli Stati Uniti che in europa.
Tutto il resto appartiene a d un sistema mediatico che non dovrebbe trovare spazio in democazie avanzate.
(Finanze.net)Grafico: lo stato dell'Economia (Russell)