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EXTRADIVIDENDO, MA NESSUNA GESTIONE Le azioni sviluppo: un nuovo tipo di azioni per le PMI, le piccole e medie aziende in cerca di finanziamenti alla loro crescita. Borsa italiana e Assolombarda, con l'assenso di Consob e Confindustria, hanno partorito le azioni sviluppo, una nuova categoria di azioni. Il progetto delle "sviluppo" è pronto a partire, ma per le prime operazioni bisognerà aspettare la prima metà del 2008 con un preciso prodotto che verrà presentato tra qualche settimana alla comunità finanziaria ed imprenditoriale. Quali sono le caratteristiche delle nuove azioni sviluppo? Standardizzazione, semplicità, liquidità. Vantaggi per l'imprenditore: finanziarsi senza perdere il controllo dell'azienda. Azioni Sviluppo e dividendo.
Le azioni sviluppo garantiranno un extra dividendo qualora la società distribuisca la cedola agli azionisti sottoscrittori, che però non avranno diritto di voto, eccetto in due casi: l'azione di responsabilità contro gli amministratori e l'adozione di misure difensive in caso di Opa ( art. 104 del Tuf). La novità assoluta è però un'altra: se l'imprenditore, azionista di riferimento della azienda quotata (ma anche non quotata), dovesse perdere il controllo e scendere sotto 51% allora scatterà la conversione automatica delle sviluppo in ordinarie. Alla base della nuova categoria ci sarà un patto tra l'imprenditore e il mercato: il primo potrà emettere nuove azioni nell'importo minimo del 25% del capitale post emissione (33,3% invece pre-emissione) per finanziare i progetti di espansione della società senza perdere il controllo e senza influenze sulla gestione; in cambio i soci avranno diritto a utili maggiori e in caso di Opa o comunque di cambio di controllo le azioni diventeranno ordinarie. Questo elemento rende le azioni sviluppo completamente diverse dalle Risparmio e dalle Obbligazioni convertibili (per il timing). Una critica al nuovo tipo di azioni è evidente: lo strumento azionario dovrebbe favorire la contendibilità della azienda; con le azioni sviluppo, che invece puntano al mantenimento del controllo da parte di un singolo titolare di azienda, i rischia di andare forse contro le logiche del mercato. Il 9 novembre il prodotto verrà presentato all'Aidaf a Venezia e vedremo se le azioni Sviluppo serviranno all'azienda per crescere in modo da porre le basi per una futura contendibilità. Come? Succede spesso che gli imprenditori azionisti al 51% di una quotata a volte, pur di non diluire le propria quota, non investano. I soci di minoranza che comunque non hanno potere sulle scelte aziendali, in questo caso che interesse hanno? Nessuno perchè l'azienda fa in stallo senza finaziamenti alla sua crescita. Il progetto delle nuove azioni sviluppo si basa sul presupposto di un crescente interesse del mercato finanziario per le imprese familiari, le quali hanno bisogno di capitali che sostengano il loro sviluppo, ma hanno il timore di perdere il controllo imprenditoriale dell'azienda. Le "azioni sviluppo" diventano a questo punto emissioni interessanti che andranno a sostituire le obbligazioni convertibili e saranno adatte sia a società quotate sia a società che non intendano sbarcare in Borsa, rappresentando per tutte una grande opportunità di finanziamento in sicurezza ed a costi più bassi del mercato. |