LE MOLTE DOMANDE DEL FOREX Per chi arriva da azionario e futures, lo stop loss è conosciuto;copertura e blindatura un po meno. Molti ne hanno solo sentito parlare: sono strumenti alla portata di qualunque trader operi sul forex. Se ben gestiti offrono ottime coperture e spesso guadagni inattesi. Ci sono molti aspetti che il trader deve approfondire prima di operare sul forex, anche se ha esperienza di trading sull'azionario. Guardiamoli uno per uno.
} CHE COS'E' IL MERCATO FOREX? Il trading di divise estere consiste nell’acquisto simultaneo di una valuta vendendone un’altra. Il mercato dei cambi (FOREX) è il più grande mercato finanziario del mondo con un giro d’affari di oltre 1,9 trilioni di dollari. I vantaggi del mercato Forex, rispetto a quello azionario ed obbligazionario, sono: liquidità, efficienza, accesso immediato, operatività sia al rialzo sia al ribasso (i due tipi di operazione comportano gli stessi costi), effetto leva, elasticità delle liquidazioni. Diverso dagli altri mercati finanziari, il Forex non ha una ubicazione fisica, e funziona 24 ore al giorno attraverso una rete elettronica. Fino a pochi anni fa, solo le istituzioni potevano operare sui mercati del Forex. Oggi questa facoltà è data a chiunque: puoi comprare e vendere monete di tutti i Paesi come se fossi una banca, e con marginazioni bassissime. Ti basti pensare che con soli 25 dollari riesci a muoverne 10.000. Il mercato del Forex è il più liquido, ed il più tecnico che esista, popolato da banche che vendono e comprano, permettendo ai grafici di muoversi con estrema linearità, nel pieno rispetto delle regole dell’analisi tecnica. Le transazioni nel mercato Forex possono essere a pronti (spot) o a termine (forward). Nelle contrattazioni a pronti la conclusione (liquidazione) avviene entro i due giorni feriali che seguono l'apertura della posizione, mentre nell'operazione a termine la liquidazione può avvenire entro 1-2 settimane o 1-3-6-12 mesi ed oltre. Attualmente il 65% delle contrattazioni nel Forex sono a pronti e di queste i maggiori scambi avvengono sul Dollaro americano e altre quattro principali divise: Euro, Yen giapponese, Sterlina e Franco svizzero. } QUALI SONO I CROSS PRINCIPALI (major)? Qui di seguito sono riportati i "pairs" più conosciuti, il simbolo che li rappresenta nel mercato Forex e la terminologia usata dai traders per indicarli. Le coppie di valute (pairs) che non coinvolgono il Dollaro USA sono chiamate semplicemente "cross currencies"
| Simbolo | Currency Pair | Terminologia Fx | | GBPUSD | British Pound / US Dollar | "Cable" | | EURUSD | Euro / US Dollar | "Euro" | | USDJPY | US Dollar / Japanese Yen | "Dollar Yen" | | USDCHF | US Dollar / Swiss Franc | "Dollar Swiss", or "Swissy" | | USDCAD | US Dollar / Canadian Dollar | "Dollar Canada", or "C-Dollar" | | AUDUSD | Australian Dollar / US Dollar | "Aussie Dollar" | | EURGBP | Euro / British Pound | "Euro Sterling" | | EURJPY | Euro / Japanese Yen | "Euro Yen" | | EURCHF | Euro / Swiss Franc | "Euro Swiss" | | GBPCHF | British Pound / Swiss Franc | "Sterling Swiss" | | GBPJPY | British Pound / Japanese Yen | "Sterling Yen" | | CHFJPY | Swiss Franc / Japanese Yen | "Swiss Yen" | | NZDUSD | New Zealand Dollar / US Dollar | "New Zealand Dollar" or "Kiwi" | | USDZAR | US Dollar / South African Rand | "Dollar Zar" or "South African Rand" | | GLDUSD | Spot Gold | "Gold" | | SLVUSD | Spot Silver | "Silver" |
} CHE COS'E' LO SPREAD? Quando si opera in valute, quello che si paga al mercato è lo spread denaro-lettera: si tratta di un numero variabile di "pips" (un "pip" - nei futures si chiama "tick" - equivale ad un punto; per intenderci, se eur usd va da 1,21 a 1,20 avrà perso 100 pips) fra un cross di valute e un altro. Vediamo qui di seguito gli spread dei principali cross trattati.
| CROSS | PIPS | | EUR USD ED EUR GBP | 2 | | USD JPY | 3 | | EUR CHF | 3 | | AUD USD | 3 | | GBP USD | 4 | | USD CHF | 4 | | EUR JPY | 4 | | USD CAD | 4 | | CHF JPY | 5 | | NZD USD | 5 | | GBP CHF | 7 | | GBP JPY E | 7 | Una nota importante, è che i pips dello spread sono espressi nella seconda valuta del cross; per intenderci, se sul cross GBP JPY paghiamo per una operazione uno spread di 7, si tratta di 7 Yen (per ogni sterlina) , e non di 7 sterline, e tantomeno di 7 dollari . di conseguenza, se per fare un Euro oggi ci vogliono 131 yen (vedi quotazione attuale EUR JPY 131,02), deduciamo che su un lotto intero (100.000) lo spread che ci verrà addebitato sarà il risultato della seguente operazione: ((0.07 x 100.000) : 131)= 53,43 : questo è il valore dello spread che ci viene addebitato per un lotto valutato in euro.Spesso tutti sono portati a calcolare per facilità o pigrizia tuttto in un'unica moneta; se parlano di 7 per lo spread, e di 10 di commissioni, e di un guadagno sull'operazione di 500, fanno velocemente: (500 -7 -10)= 483 guadagno netto... ma sono euro? dollari? Parlando sempre del cross GBP JPY , la valutazione esatta sarebbe invece: ho guadagnato 500 sterline, ho pagato 10 sterline in commissioni, mi sono state addebitati 7000 yen per lo spread. A questo punto, se voglio tutto il conto in un'unica moneta, e preferisco nella mia quindi euro, calcolerò: (cambio euro sterlina 0,6624) - quindi per fare un euro ci vogliono 0,66 sterline; di conseguenza, se ho guadagnato 500 sterline, farò: ( 500 : 0,66)= 757 euro (guadagno) Poi: (10 : 0,66)= 15 euro (commisisoni pagate) considerando infine il calcolo già fatto sopra sullo spread, viene fuori che: 757 -15 -53 = 689 EURO GUADAGNO NETTO DELL'OPERAZIONE; ...che è molto diverso dal calcolo detto sopra e fatto in fretta che ci dava un guadagno netto approssimativo di 483 !!! Tutti questi calcoli però, non è che bisogna farli ad ogni operazione, altrimenti si va in tilt; ma era giusto per dire che non è corretto fare conti veloci ed approssimativi, che poi dimostrato che..tanto approssimativi non sono!!! La regola semplice da tenere bene in mente è solo la seguente:
1 - GLI SPREAD SONO ESPRESSI NELLA SECONDA VALUTA indicata, 2 - COMMISSIONI ED IL RISULTATO (GUADAGNO O PERDITA) NELLA PRIMA.
Nel nostro esempio quindi, sul cross GBP JPY, avremo i pips calcolati in Yen, e guadagno o perdita e commissioni in Sterlina } SI PAGA il CAPITAL GAIN SULLA OPERATIVITA’ “ROLLING SPOT FOREX”? Ci sono molti dubbi sul come, e se dichiarare le rendite di un’operatività in cambi intrapresa tramite broker, un tipo di operatività definita in inglese "Rolling Spot Contracts", ovvero operazioni che si chiudono automaticamente ogni giorno e vengono riaperte il giorno dopo tenendo conto del corrispettivo del premio/sconto legato non formalmente, ma sostanzialmente all’operazione di riporto/swap/rollover in tom-next: Dal punto di vista legale il rolling spot contract, non genera mai un deposito in valuta; infatti le operazion in valuta per quanto a mercato assolutamente reali sono formalmente virtuali; utili e perdite vengono riportati e contabilizzati in giornata ogni giorno nella valuta base, normalmente l’Euro; ciò significa che la discussione su “più dei vecchi 100 milioni di lire di controvalore, e per più di 6 giorni”, non viene in alcun modo tirata in ballo. Siamo nel campo, per somiglianza, dei contratti per differenziale. In maniera che può sembrare banale, in ogni caso tali contratti generano un utile ben risultante da una variazione del conto corrente in positivo a fine anno. Tale utile va riportato sul modulo di dichiarazione dei redditi come proventi diversi (quadro RT sez.II-B), ed avendo chiara natura finanziaria, pur come accessorio finanziario e non strumento (altrimenti prevederebbe il ruolo di Sostituto d’imposta del broker o dell’istituto di credito), viene tassato con un’aliquota del 12.5%. Nella nostra esperienza in realtà molti, la maggior parte dei clienti, non inseriscono tale voce in dichiarazione lasciando gli utili esenti, ma questa è a nostro parere l’interpretazione più corretta. Suggeriamo ovviamente di consultare il vostro fiscalista/commercialista per una conferma di tale interpretazione.
} CHIAMATA MARGINI A fronte di ogni posizione aperta al trader viene richiesto un margine (che varia da broker a broker) in percentuale del controvalore della medesima. Per esempio, con un margine del 2,5%, una posizione di 100.000 EurUsd impegna un margine pari a 2.500 Euro (100,000 x 2,5%); una posizione di 200.000 EurGbp impegna un margine pari a 5.000 Euro (200,000 x 2,5%). In altre parole la posizione massima che il trader può aprire sul mercato sarà pari a 40 volte il suo saldo. Con un saldo di 15.000 Euro si potrebbe, ad esempio, avere al massimo una posizione lunga di 200,000 EurUsd e corta di 400,000 EurGbp (infatti, 15.000 x 40 = 600.000). Non è comunque consigliabile impegnare tutto il margine disponibile per non subire la chiamata margini al primo movimento contrario alle proprie previsioni. L’ammontare di margine iniziale richiesto può essere cambiato dal broker in qualsiasi momento, per esempio a fronte di una maggiore volatilità del mercato, e tali cambiamenti normalmente si applicheranno sia alle posizioni già aperte, che a nuove posizioni. Se in seguito a un movimento sfavolevole del mercato il saldo si riducesse fino a divenire ( di solito) pari al 75% del margine richiesto a fronte delle posizioni aperte, verrà chiesto al trader di integrare il margine mancante o, alternativamente, di ridurre l’esposizione complessiva in modo da non essere più in chiamata margine ( margin call). La richiesta di reintegro dei margini può essere fatta in qualsiasi momento. Spetta al trader mantenere il margine richiesto sulle posizioni aperte. E importantissimo essere in grado di provvedere immediatamente alle chiamate margine; fondi promessi o fondi in transito non vengono considerati nel saldo. Le conseguenze del mancato pagamento di una chiamata di margine o di un cambiamento nelle richieste di margine sono la chiusura forzata delle posizioni. Esempio: si depositano 15.000 Euro. Si apre una posizione comprando 400.000 EurUsd a 1,2050. Il margine richiesto è il 2,5% di 400,000 Euro ovvero è 10,000 Euro. Il free equity, la quota di saldo che può essere impegnata a margine per aprire nuove posizioni, o che può essere da lei prelevata senza dover ridurre le posizioni in essere, è pari allora a 5.000 Euro, ovvero alla differenza tra il saldo sulo conto e il margine impegnato per la posizione in essere. L’EurUsd scende fino a 1,1880: sulla posizione aperta il trader sta perdendo 6.800 usd pari a circa 5.723 Euro. Il suo saldo sarà pari a 9.276 Euro. Il free equity del trader è pari a zero. L’EurUsd scende ancora fino a 1,1795: sulla posizione aperta il trader sta perdendo ora 10.200 usd pari a circa 8.648 Euro, ed il saldo sarà pari a 6.352 Euro. Il trader sarà quindi sotto al 75% del margine richiesto (75% x 10.000 = 7.500) e sarà chiamato ad integrare il margine, versando la differenza tra le cauzioni richieste e il saldo. Alternativamente, si potrebbe ridurre la posizione vendendo 150.000 EurUsd. In questo modo la posizione risultante di 250,000 EurUsd, richiedendo un margine di 6.250 Euro (250,000 x 5%), tornerebbe nei limiti consentiti dal saldo. } STOP LOSS Come già detto, lo stop loss è strumento conosciuto; coloro che operano sui futures però, sanno bene che nelle fasi di fast market lo stop loss è quasi indicativo, perchè può essere saltato o preso parecchi punti più in là, senza nessun rimedio da parte dei traders. Chi opera sul mercato del Forex invece, è a caccia dello stop sicuro: spesso il broker non cura lo stop; alla fine non c'è regolamento scritto che tuteli il trader; esistono poche realtà che tutelano i traders davvero. Esiste tra i neo utenti del mercato Forex una errata convizione. Quella che il rispetto del prezzo al quale un ordine in stop viene posizionato sia indispensabile e dovuto. In realtà, tale pratica è generalmente specchio di un cattivo trattamento dell’ordine in stop. Stop eseguito al prezzo indicato, diciamo 1.2100 su una posizione lunga di EurUsd da 1.2120, significa che non appena il mercato in discesa quota in bid (denaro) 1.2100, la mia posizione lunga verrà stoppata. Qualunque sia lo spread quotato, 1.2100/02, 1.2100/03, 1.2100/05, e così via, anche se ovviamente il discorso è quanto più grave quanto più lo spread che ottengo è largo. Nel nostro esempio, su una quotazione 1.2100/05 il mercato reale potrebbe aver operato a 1.2103 di minimo sull’interbancario, sull’EBS innanzitutto; EBS è il principale broker telematico valido per il riconoscimento di minimi e massimi tra le banche, market maker, istituzionali. Eppure senza che il mercato si sia avvicinato a 1.2100, la posizione viene stoppata, a 1.2100 certo; ma quando il mercato è in realtà stato al minimo a 1.2103; se EurUsd rimbalza quanto avrò lasciato sul campo per una pessima esecuzione? La risposta è, la differenza tra 1.2100 e dove avrei lasciato il mio take profit o deciso comunque di uscire dalla posizione, potenzialmente da pochi pips a parecchie figure…. Per tale motivo è molto meglio riuscire ad ottenere dal proprio broker un trattamento che preveda magari uno slippage, ovvero uno “scivolamento” del prezzo di esecuzione dell’ordine in stop rispetto al prezzo richiesto; ciò significa innanzitutto il rispetto del vero minimo, quindi del fatto che il mercato effettivamente tocchi 1.2100, e in alcuni casi anche un minimo di protezione, ovvero di tentativo di “tenere dentro”, lasciare aperta la posizione del cliente se 1.2100 viene toccato solo una volta e magari il mercato non va mai a 1.2095/00 . Slippage significa che quando il mercato avrà effettivamente quotato 1.2100 o sotto il mio stop sarà eseguito più in basso; 1.2099 piuttosto che 1.2097, piuttosto che un più ampio slippage in caso di effettivo gap di mercato su accelerazioni di volatilità, come sui dati Usa o notizie, dichiarazioni etc… Questo è il prezzo che si deve pagare, e che si deve essere contenti di pagare per essere sicuri di un trattamento professionale degli ordini da parte della propria banca/broker. Pochi tra i nuovi utenti nel mercato Forex, e soprattutto tra coloro che al mercato Fx arrivano da azionario o futures, conoscono e capiscono questa differenza di trattamento, e per tale motivo scelgono il rispetto del prezzo inserito, insistono per ottenerlo … senza sapere che in tale modo danno via libera al maltrattamento della posizione del cliente da parte della banca/broker. Pochi broker sposano tale corretto modo di operare con rispetto del minimo di mercato, ed eventuale slippage. } BLINDATURA Con la blindatura si apre una posizione contraria a quella in essere senza che esse si annullino a vicenda; per fare un esempio pratico: sono lungo su EURO/DOLLARO di una posizione. Ad un determinato livello decido di blindarmi; quindi apro una posizione short selezionando la blindatura: da quel momento se la long guadagna, e la short perde, alla fine il saldo sarà sempre zero. Ma allora... a cosa serve una blindatura, se tutto va a pari? Il pregio della blindatura è che possiamo inserire un ordine condizionato...nell'ordine condizionato. In pratica, se sono dentro ad una posizione ed arrivo ad un livello su cui sono incerto se liquidare o no, oppure se devo allontanarmi dalla postazione, imposto la blindatura; una volta blindata la posizione, potrò inserire dei livelli a cui la blindatura stessa si stopperà oppure chiudere il profit, liberando dal nuovo livello impostato la posizione iniziale. Niente di complicato.Dopo la prima blindatura ma posso assicurarvi che una volta applicata la prima volta, diventa semplice ed intuitivo. } HEDGE Termine abbastanza conosciuto nell'ambito del trading, che sta ad indicare strategie di copertura dal rischio di perdite. Sul Forex, avendo a disposizione vari cross di valute direttamente o inversamente correlati, tale strategia è molto più applicabile e diffusa. Facciamo un esempio: se il cross EURO/DOLLARO sale, possiamo immaginare che il cross DOLLARO/SVIZZERO scenda, perchè sono assolutamente speculari nell'andamento grafico. Quindi se sto operando al rialzo sul primo, e l'operazione si presenta rischiosa, imposterò posizioni al rialzo anche sull'altro: in questo modo se la prima posizione si chiuderà con il raggiungimento del livello a cui abbiamo impostato uno stop loss, la seconda procederà in guadagno, oppure viceversa. Questa è la copertura. } EFFETTO LEVA: MEGLIO ALTO O BASSO? C'è chi pensa che il massimo sia avere commisioni zero, pochi pips di spread, effetto leva altissimo; c'è chi invece è disposto anche a pagare qualcosa in più, pur di avere un servizio impeccabile, trasparente, efficiente. Quale delle due situazioni va meglio? Siamo sicuri che un effetto leva altissimo sia un nostro punto a favore nel trading? Si, è vero: se abbiamo un effetto leva 1:500, possiamo muovere un contratto con soli 200$; possiamo con 1000$ muovere ben 5 contratti, ossia la bellezza di un miliardo del vecchio conio in valuta!!! Ma ci conviene? Entriamo in posizione con 200 $, becchiamo uno stop di 30 punti, se facciamo un veloce conto percentuale, abbiamo perso in pochi punti il 150%!!! Valutiamo l'ipotesi di usufruire dell'effetto leva 1:50 : per muovere un contratto ci vogliono 2000 $. Perdiamo i 30 punti di prima? Abbiam perso solo il 15%. Può sembrare un tranello psicologico, ma se ci fate attenzione, il rischio di bruciare il capitale con effetto leva alto è grandissimo. Quando ci si fissa che è il momento buono per recuperare, ed allora visto che abbiamo la possibilità di entrare con gran numero di contratti, entrimo pesanti per rifarci di perdite fatte magari fino a quel punto. In quel momento ognuno è poco lucido, non ha tempo per calcolare ed essere razionale; vede solo quanto potrà guadagnare con quel piccolo trade con tanti contratti se andrà a buon fine... il più delle volte si esce in stop o cmq in perdita su questi tentativi estremi... e dopo aver chiuso le posizioni, si torna razionali e si realizza che era meglio stare flat cioè liquidi. Quale leva usare allora? Leva 10 è prudente; 20 è media; 40 è rischiosa; 100 è un azzardo; 400 è autolesionismo. } COSA E' IL BLACK BOX? E' un accordo denominato “Black Box Agreement” tra il privato ed il broker al quale demanda l'operatività precedentemente concordata. Per seguire i segnali di trading systems automatici. Mediante questo accordo il cliente non dovrà preoccuparsi di inserire l’ordine. Aiuta il trader a superare gli ostacoli emotivi che spesso impediscono di seguire pari pari trading systems automatici. Con il contratto di “Black box” il cliente autorizza il broker ad eseguire sul suo conto trading tutte le operazioni che vengono generate da uno o più trading system. I trading system possono essere forniti direttamente dal cliente oppure da una società specializzata. } Che cos'è una valuta? Una valuta esprime l'unità di conto della nazione di appartenenza (Dollaro per gli Stati Uniti, Euro per l'Europa a 12). } Che cos'è un tasso di cambio? Il tasso di cambio è il rapporto tra due valute, in cui, per convenzione, una è posta al numeratore e l'altra al denominatore. Ad esempio, il cambio Euro/Dollaro EUR/USD esprime quanti Dollari sono necessari per comprare un Euro. Ulteriori informazioni sul mercato Forex
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