Rischio di Cambio: la copertura in banca.
In un sistema economico competitivo e dinamico come quello attuale, l'impresa si trova a dover gestire i rischi finanziari derivanti da:
- oscillazioni dei cross e dei valori di cambio,
- andamento dei tassi di interesse,
- variazioni dei prezzi delle commodity, dell'energia ecc.
Il rischio di cambio può essere definito, in generale, come l'insieme degli effetti derivanti dalle variazioni dei cross delle varie divise non aderenti all'€uro, sulle performance realizzate dall'impresa in termini di risultati economici di gestione, di quote di mercato e flussi di cassa.
Le imprese che operano sui mercati esteri generano dei flussi in valuta che determinano un'esposizione al rischio di cambio. Obiettivo dell'azienda è difendere il margine di profitto sul prodotto e, possibilmente, incrementarlo con una gestione attiva del rischio di cambio. Gestire il rischio: un nodo fondamentale di ogni azienda da valutare adeguatamente. Per Financial Risk Management si intende l'insieme delle tecniche atte a consentire la rilevazione dei rischi, attuali e prospettici, emergenti nell'attività finanziaria dell'impresa nonchè dei comportamenti adottabili e degli strumenti utilizzabili al fine di modificarli e gestirli.
Trascurare quegli aspetti aziendali, potenzialmente fonte di discontinuità nella generazione del reddito, potrebbe significare compromettere profitti, crescita e sviluppo dell'azienda stessa. Uno di questi rischi finanziari, assieme a quello sulla variazione dei tassi, è il rischio di cambio. Il Rischio di cambio è identificabile con la probabilità che le variazioni dei tassi di cambio producano effetti negativi sulla economicità della gestione dell'impresa che esporta (costi in euro e ricavi in dollari per esempio), oppure che importa (costi per es. in dollari e ricavi in euro).
Gli strumenti di copertura del rischio di cambio sono l'insieme di misure che si possono mettere in atto per fronteggiare tale tipologia di rischio aziendale e limitare l'incertezza degli operatori. Vediamo alcune delle numerosissime strategie in grado di sfruttare le aspettative senza rinunciare alla copertura. Le Opzioni costituiscono una strumento finanziario tradizionale per le aziende che pongono in essere posizioni in valuta relative a contratti di import o export. Le aziende possono disporre di alcuni strumenti proposti dalle banche che consentono di decidere come e in che misura rendersi immuni dal rischio di cambio: anticipi in valuta, operazioni a termine, opzioni, opzioni a barriera, strategie in opzioni.
} Anticipi in valuta
Finanziamento in valuta che consente di definire anticipatamente il prezzo al quale controvalorizzare un introito futuro in divisa fornendo contemporaneamente l'immediata disponibilità di crediti esigibili.
} Operazioni in cambi a termine
E' un contratto tra due controparti per la compravendita di una determinata quantità di una attività finanziaria e/o reale (divisa estera) ad un prezzo ad una data prestabilita.
L'azienda ottiene una copertura “statica” del rischio di cambio.
} Currency options
L' opzione in cambi è uno strumento finanziario costituito da un contratto che conferisce il diritto per l'acquirente, dietro il pagamento di un premio, di acquistare o di vendere una determinata quantità di divisa ad un prezzo prefissato (detto “strike price”) ad una certa scadenza.
La maggiore difficoltà nell'utilizzo delle opzioni per la gestione del rischio di cambio da parte delle aziende è costituito dal costo del premio.
Opzione sui cambi
Le opzioni sui cambi possono essere suddivise in due categorie: la CALL e la PUT.
Opzione sui cambi
Le opzioni sui cambi possono essere suddivise in due categorie: la CALL e la PUT.
La CALL è un contratto in cui il compratore, dietro pagamento di un premio, acquista il diritto (ma non l'obbligo) di acquistare ad una data futura un certo ammontare di divisa ad un cambio prefissato detto "di esercizio dell'opzione".
La PUT: il compratore, dietro pagamento del premio acquisisce il diritto di vendere ad una data futura un quantitativo di valuta estera ad un livello di cambio indicato in contratto (il cambio di esercizio dell'opzione).
L'opzione, quindi, non comporta l'obbligo di comprare o di vendere valuta estera, bensì conferisce a chi la detiene il diritto di scegliere se esercitare l'opzione oppure non dar corso al contratto.
} Opzioni a barriera su cambi
Le barriere sulle opzioni possono essere di due tipi: IN o OUT.
La BARRIERA IN è rappresentata da un livello di cambio, toccato il quale, si "attiva" l'opzione stessa. Pertanto, una volta che il mercato raggiunge il livello della barriera, l'opzione Call o Put entra in funzione.
La BARRIERA OUT consiste in un livello di cambio, toccato il quale, vi è un effetto "disattivante" sull'opzione stessa e, quindi, la Call o Put con barriera cessa di esistere.
Tali tipi di opzioni, opportunamente combinate, permettono di creare soluzioni di copertura dei rischi di cambio per le aziende particolarmente innovative, ma certamente più costose.
} Strategie in opzioni per la copertura rischi di cambio
Lo strumento più semplice utilizzato per coprire il rischio di cambio di un'impresa (ad es. importatrice od esportatrice) è quello del cambio a termine, mediante il quale è possibile fissare anticipatamente un cambio futuro per acquistare o vendere della valuta.
Tuttavia, il mercato dei prodotti finanziari derivati offre numerose alternative basate sulla combinazione di opzioni su cambi di tipo semplice od "esotico", che rappresentano delle valide ed interessanti alternative al cambio a termine e meglio si adattano a soddisfare le particolari esigenze delle singole imprese. Alcuni esempi.
a Cilindro
Se l'azienda fa IMPORT => ACQUISTO CALL e VENDO PUT
Se l'azienda fa invece EXPORT => ACQUISTO PUT e VENDO CALL
Con questo uso delle opzioni si crea un corridoio all'interno del quale può oscillare il cambio di acquisto o vendita di divisa a termine.
Lo possono usare gli operatori con flussi import/export in divisa che vogliono, coerentemente con il loro cambio di listino, costruire un corridoio di cambio che permetta di coprirsi da movimenti sfavorevoli oltre un certo livello, rimanendo liberi di approfittare di movimenti favorevoli, seppure limitati.
a EXTRA Forward Se l'azienda fa IMPORT => ACQUISTO CALL e VENDITA PUT KNOCK-IN
Se l'azienda fa EXPORT => ACQUISTO PUT e VENDITA CALL KNOCK-IN
Questa operatività crea un corridoio, all'interno del quale può oscillare il cambio di acquisto o vendita di divisa a termine, più vantaggioso rispetto al cilindro, ma se viene toccato o superato l'estremo favorevole si deve comprare/vendere valuta all'estremo meno favorevole.
Lo possono costruire gli operatori con flussi import/export in divisa che vogliono, coerentemente con il loro cambio di listino, costruire un corridoio di cambio che permetta di coprirsi da movimenti sfavorevoli oltre un livello di poco peggiore rispetto al cambio a termine, rimanendo liberi di approfittare di movimenti favorevoli, purché non tanto ampi da toccare o superare l'estremo favorevole.
L'aspetto sfavorevole di questo modo di coprirsi dalle oscillazioni dei cambi sono gli elevati costi bancari delle operazioni (nessuna è veramente a costo zero) che, hanno un discreto peso sulla decisione di copertura. Spesso per sbilanciamenti limitati si rinuncia a coprirsi accettando il rischio. Si tenga presente che il market maker che fa il prezzo spot sul mercato OTC guadagna sullo spread senza alcuna commissioni di sorta. Comprare o vendere valute spot non costa nulla. Infatti le grosse industrie orientate all'export spesso decidono di assumere un cambista fisso che operi direttamente sul mercato interbancario senza commissioni, piuttosto che rivolgersi ad intermediari troppo esosi. I rischi ed i costi saranno ottimizzati e la stessa operatività sui cross potrà dare dei guadagni applicando una copertura dinamica. Operazioni bancarie a costo zero non esistono su questa terra. La Banca può guadagnare ben 10-15 punti solo sullo spread che il cliente non vede e la Banca si. Opzioni strutturate e cilindri nascondono il ricarico della Banca che fa quello che vuole sul prezzo dello strumento e poi chiede un guadagno sacrosanto sulla operazione.
Il secondo punto a sfavore è la rigidità dei contratti proposti, che non sono in grado di adeguarsi immediatamente a cambi di situazioni economico-finanziarie mondiali che consiglierebbero una diversa posizione nei cross. Proporre strumenti rigidi e rinnovabili permette alla Banca di vincolare il cliente per tre mesi e poi costringerlo al rinnovo. All'estero le Banche offrono un contratto che permette di rollare le posizioni all'infinito anche con più valute differenti a costi molto più bassi. In Italia invece alcune proposte di copertura non coprono completamente dalle oscillazioni ed avendo uno scadenza lunga prima o poi hanno bisogno di un secondo oneroso contratto con la banca per parare i rischi non coperti.
Anticipi e finanziamenti in valuta sono operazioni commerciali, che rientrano nella normale attività bancaria dedicata alla vendita di liquidità, ma non sono uno strumento adatto alla copertura di rischi inerenti alle attività di export-import. Quando si conclude un contratto di import o export si sa che si pagherà o incasserà valuta. L'ammontare in valuta del contratto è un valore in più che l'azienda ha acquisito. Perchè pagare caro un finanziamento in valuta, quando si può mettere questo valore sul mercato forex ed ottenerne un guadagno? Con gli attuali sottili margini di alcuni settori produttivi, avere una perdita importante sui cambi significa dover uscire da certi mercati dove la competizione è molto forte. Inoltre coprirsi dal rischio di cambio significa anche poter fare dei listini in valuta locale più comprensibili da parte del cliente