Argomenti:
-la moneta = mezzo di pagamento
-la moneta metallica = bimetallismo e tallone aureo
-la moneta cartacea = copertura totale o parziale
-le divise
-cambi fissi legati a margini di oscillazione
-cambi flessibili = dirty floating o free floating
-1943-1944 = Bretton Woods - luglio 1944 - 1971
-i mercati valutari attuali - euro - oro
1.1 La moneta
Benché la prima forma di monetazione sia apparsa in Cina, la nascita di quella che si può considerare la prima moneta dell'era moderna è da attribuirsi ai Lidi, ricco popolo di mercanti, che abitava una zona dell'Asia minore (oggi, Turchia occidentale). Il periodo è la seconda metà del VII secolo a.C. La moneta nasce laddove i commerci sono fiorenti. Il Regno di Lidia era ricco di una lega di oro e argento chiamata "elettro". Lingotti di elettro venivano fusi per la circolazione commerciale, ma risultavano poco pratici perché occorreva pesarli e ripesarli all'inizio e alla fine di ogni operazione commerciale (onde accertarsi che il peso fosse identico). Dal lingotto alla moneta il passo fu breve e geniale al tempo stesso. L'invenzione dei Lidi (640-630 a.C.) si basa su due principi fondamentali:
-a) la monetazione è prerogativa dello Stato;
-b) la circolazione delle monete è direttamente proporzionale alla fiducia del popolo nello Stato.
Quando la fiducia nell'autorità che emette la moneta cade, il valore della stessa cala e subentra un fenomeno che va sotto il nome di "inflazione" (dal latino: inflatio = gonfiamento dei prezzi). Alla scoperta che la quantità d'oro contenuta nella lega naturale scendeva, la fiducia veniva meno e le monete di elettro furono rimpiazzate da monete d'oro e d'argento (Creso - impero persiano - anno 560-546 a.C.). Seguì il periodo della monetazione greca - V secolo a.C.
Se i Lidi inventarono la moneta, i Greci le conferirono un carattere di immortalità. Il declino della monetazione greca coincide con l'arrivo di Filippo il Macedone e di suo figlio, Alessandro il Grande. Con Alessandro, appaiono sul diritto delle monete i ritratti dei personaggi famosi del tempo.
Roma: quando la Repubblica e poi l'Impero Romano assorbono la Grecia e i territori di penetrazione greca, è il declino totale e la fine della produzione monetaria dell'antica Grecia. Roma viene fondata nel 763 a.C. e sino al 509 a.C. resta una monarchia, cui fa seguito la Repubblica. Fino al III secolo a.C. la regola degli scambi è ancora il baratto e la monetazione romana nasce appunto attorno al 200 a.C.
La moneta-base della Repubblica Romana è il denarius (211 a.C.) da cui deriva il termine 'denaro' e 'dinaro'; la 'd' che appare sulle monete inglesi per indicare il penny è una derivazione della moneta romana. La testa di Roma su un lato e la rappresentazione di Castore e Polluce o di una quadriga sull'altro lato sono il marchio di identificazione. Le monete sono coniate in buon argento e accettate da tutti. Garantiscono la base finanziaria su cui Roma edifica il suo potere. All'inizio del I secolo d.C., con la dittatura di Giulio Cesare appaiono le prime monete romane con il ritratto di persone viventi. La monetazione, ancora basata sul denarius, viene da allora usata per diffondere in tutto il vasto impero l'immagine dell'imperatore regnante.
Così su un grosso pezzo di bronzo chiamato 'sestertius' l'imperatore Vespasiano celebra la sua vittoria sugli ebrei e Traiano commemora la disfatta dei Daci (attuale Romania). In un'epoca in cui non vi sono giornali, né altri mezzi di comunicazione di massa, la moneta rappresenta una logica risorsa per il Governo di uno Stato in espansione, teso a mantenere sempre viva nei sudditi il senso della fedeltà. Con Romolo Augusto (476 d.C.) il declino della potenza di Roma coincide con la fine della produzione monetaria: ha inizio l'epoca oscura del MedioEvo. Le monete di Roma rappresentano il primo esempio di diffusione di una moneta accettata (quasi moneta di riserva) su un vasto territorio.
Il periodo oscuro del MedioEvo termina attorno all'anno 1000. I Normanni in Gran Bretagna e i Capeti in Francia salgono al potere. Lentamente riprende la produzione monetaria che raggiunge il culmine attorno al 1500. Venti nuovi spirano sui commerci, il Rinascimento e la scoperta dell'America danno impulso non solo ai commerci tra Europa e le Americhe ma forniscono le basi per una maggiore produzione del metallo necessario. Il rapido impulso dato agli affari richiede un maggior numero di pezzi circolanti. Come sempre, la monetazione si afferma di pari passo con l'espansione dei commerci. Nascono le prime grandi fiere continentali. I Pellegrini che giungono a Roma si portano appresso monete di vario genere. Nasce a Firenze, tra il 1200 e il 1250, tra le tante corporazioni, quella dei 'campsores', i primi cambisti dell'era moderna.
Intorno al 1500, infine, si vanno perfezionando le macchine per la produzione di monete, che stampano in un giorno la stessa quantità che prima (manualmente) richiedeva un anno intero. Il baratto resta ormai una pratica per popolazioni tagliate fuori dalle rotte dei commerci.
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