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Pagina 1 di 2 VALUTE CHE GENERANO ALFA Sono pochi e tutti esteri i fondi total return specializzati sulle strategie valutarie. Diverse le motivazioni alla base dell'interesse da parte dei gestori verso il mercato dei cambi. Ecco come funzionano i nuovi prodotti. Sono sei, tutti lussemburghesi, i fondi distribuiti in Italia che, grazie all'introduzione della normativa Ucits III e al conseguente ampliamento delle opportunità d'investimento, permettono di accedere alle strategie valutarie attive, fino a poco tempo fa tipiche soltanto degli hedge fund.
Lanciati tra la fine del 2005 e la prima metà del 2006, rientrano nella nuova tipologia dei prodotti total return e presentano un track record troppo breve per poterli valutare. Le divise sono considerate come una classe di attivo a pieno titolo, che rappresenta una potenziale fonte di Alfa (extrarendimento rispetto al benchmark) e ha una correlazione molto bassa con i mercati azionari ed obbligazionari. Le valute sono quindi un'ottima fonte di diversificazione in quanto le performance a lungo termine di una gestione di questo tipo dipendono da fattori economici non completamente sovrapponibili a quelli che influiscono sui rendimenti degli investimenti tradizionali. La differenza fra le valute e le altre classi di attivi risiede nel fatto che i gestori non possono detenere semplicemente delle divise per generare un rendimento, ma è necessario gestirle attivamente per poter trarre vantaggio dai movimenti dei tassi di cambio. Inoltre l'alta liquidità e le inefficienze che caratterizzano i mercati valutari rappresentano la situazione ideale per i manager che possono sfruttare interessanti opportunità d'investimento a basso costo. I fondi che investono in valuta si prefiggono l'obiettivo di registrare una performance superiore al mercato monetario combinando un portafoglio obbligazionario a breve termine con strategie quantitative di trading sulle valute, ricorrendo all'uso di derivati, per generare l'Alfa. A supporto dell'investimento non può mancare un processo rigoroso di gestione del rischio, come conferma Andy Bound, responsabile del team che dal 1991 gestisce le strategie valutarie di Goldman Sachs Am. Il comparto Global Currency Portfolio “sfrutta le inefficienze del mercato dei cambi attraverso la combinazione di strategie fondamentali e quantitative su un vasto numero di divise e si avvale di un disciplinato sistema di controllo del rischio, per generare l'Alfa in modo efficiente” spiega Bound.
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