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EURO DOLLARO: CLIMAX
I MERCATI PROVOCANO IL PROSSIMO G7
(a cura di Natalino Bittanti) Un regista misterioso sembra presiedere l'andamento delle principali monete sullo scacchiere valutario; in effetti un regista misterioso non esiste, salvo constatare che anche questa settimana il gioco fra ribassisti e rialzisti sull'euro/usd si è concluso quasi in parità, con una vittoria ai punti (ma di pochissimo) dei venditori di dollari e compratori di euro. Da una chiusura di 1.4135 la scorsa settimana, il mercato ha oscillato tra un minimo di 1.4016 (martedì 9 ottobre) e i 1.4240 (giovedì 11 ottobre). Negli Stati Uniti, la festività di lunedì (Columbus Day) vedeva una correzione al ribasso del cambio euro/usd sino a 1.4038; 1.4016, il giorno dopo, attirava un nugolo di compratori, almeno sino alla soglia di 1.41 e in un paio di giorni si tornava nei paraggi del massimo di 1.4283 toccato due settimane fa. Il rimbalzo dell'euro è avvenuto con una voracità che ha conosciuto una relativa tregua solo al di sopra di 1.4150. 1.4160 -1.4240 sono stati poi i due pendoli entro cui la settimana è andata a concludersi. Oro e petrolio hanno ritoccato i recenti massimi: l'uno a 750 dollari l'oncia, il secondo poco sopra la quota di 83 dollari il barile.

Il blocco dei ribassisti di dollaro (almeno sulla direttrice euro/usd) non ha lasciato tregua al ronte opposto e 1.4016 (con rammarico di chi aveva posto livelli di acquisto tra 1.4008 e 1.3988) è stata la base per spiccare il volo. I mercati ci stanno provando a provocare il prossimo G7-G8 (20-22 ottobre) con una quotazione di euro/usd che galleggia nella faglia magmatica che partendo da 1.4150 si inerpica sino a 1.4550 (1.4585 è virtualmente il top dell'euro/usd, derivato da un cambio sintetico di ecu/usd del settembre 1995).

Perché nel titolo parliamo di provocazione: perché in questa fase le Authorities vanno messe alla prova:

(1) innanzitutto gli Usa: a nessuno è chiaro se c'è un limite di euro/usd che risulta 'repellente' al Governo americano; 1.45 - 1.50 - 1.6480 (doppio di 0.8240); o vale la politica del 'benign neglect' ? Che vuol dire: lasciamo fare ai mercati;
(2) il blocco Ue in cui sono usciti allo scoperto in settimana i tre Paesi sponsor di un cambio forte
(Germania, Olanda e Austria); per cambio forte cosa intende il vecchio blocco storico? Un cambio a 1.45 - 1.50 e perché no: a 1.6480 ?
(3) il Fmi - che spesso predica contro l'eccessiva volatilità dei mercati ma in sostanza non fa nulla
(4) il blocco asiatico che subisce la forza dei due potentati: Giappone e Cina, con yen e yuan sbilanciati in direzione di un'eccessiva sottovalutazione;
(5) lo stesso blocco che provoca sul fronte euro/usd è lo stesso che insiste nel 'proteggersi' acquistando usd/yen e usd/chf con i relativi crosses spinti su livelli 'ridicoli' quali: euro/yen nei paraggi di 168 ed euro/chf che ha toccato 1.6827;
Che può fare Philip Roth (Governatore della Banca Nazionale Svizzera) ora che i tassi del franco
sono arrivati ad una soglia del 2.75%, per evitare un'ulteriore sbracatura del franco svizzero? Probabilmente nulla, salvo dover constatare, a posteriori, che Philip Roth ha una responsabilità tutta sua personale nell'aver più volte ammonito gli operatori quando acquistavano euro/chf a 1.6150 - 1.6250 - 1.6350 e così via sino a 1.66. Nel mondo anglosassone, il Philip Roth di turno avrebbe probabilmente taciuto.
A questo punto del discorso, si inserisce decisamente bene quanto Saverio Berlinzani ha scritto nel Salex Morning Adviser di venerdì 12 ottobre (dal titolo: L'Euro comincia a far paura), ben illustrato po, nel pomeriggio, nel corso di un intervento televisivo sul canale Bloomberg: 
Anche ieri Trichet ha messo in guardia i mercati dallo scommettere esclusivamente in una direzione quando si tratta di operazioni in valuta chiedendo maggiore flessibilità nelle valute asiatiche, anche se non ha specificato a chi si riferisse e se si tratta di eccessi di euro/dollaro.
I nostri lettori cominciano a conoscerci, sanno infatti che spesso e volentieri ci esponiamo, senza
timore di azzardare livelli, target, obiettivi e quanto possa comunque offrire indicazioni operative
di medio, di breve o di lungo che sia.
Ebbene la price action dell'Eurusd di ieri comincia ad indicarci qualcosa, e non so se queste indicazioni siano più il frutto di una sensazione che di solito si manifesta in intuito puro, oppure se la sensazione nasce da qualcosa di ragionato dopo aver assistito ad un periodo di grande volatilità. La sensazione è che l'Euro a questi livelli comincia a fare paura a molti e nonostante il dollaro sia assolutamente sotto attacco (lo dimostra la rapidità con cui i recuperi del biglietto verde vengono prontamente ridimensionati dai venditori) cominciamo a notare che su certi livelli il mercato fa fatica a consolidare e comincia, anche se lentamente, a ritornare indietro.

Nell'analisi tecnica questi movimenti si definiscono in gergo "climax", ovvero patterns di fine movimento, che sono caratterizzati da accelerazioni finali, rapide, dolorose per chi e' posizionato al contrario, e tipiche perché rappresentano momenti in cui chi è contrario al trend tende ad esaurire la propria capacità di tenuta psicologica e decide di stoppare le posizioni in quanto non riesce più a sostenere le perdite maturate.

Ho notato negli ultimi anni che, rispetto ai livelli di massimo o minimo precedente di medio o lungo, il mercato tende a produrre eccessi di circa un 10% rispetto a quanto atteso. Sull'Eurusd si pensava che 1.3600 fosse il livello oltre il quale fosse difficile andare, ebbene abbiamo fatto già 1.4280 e potremmo vedere anche 1.4550, si pensava nel 2001 che il livello di 0.9000 fosse la soglia oltre la quale era difficile andare a il mercato ha fatto 0.8225, sul UsdCad si parlava di 1.04-1.05 come soglia assai rilevante a abbiamo già visto 0.9730. E su questi eccessi il mercato produce i classici Climax di cui abbiamo appena scritto, ovvero movimenti di accelerazione finale dovute alle ragioni di cui sopra.
Principali movimenti dei cross primari:

Euro/usd : 1.4038 e 1.4016 i due minimi della settimana; massimi a 1.4240 e 1.4213 giovedì e
venerdì;

Usd/yen : poco mosso tra 116.97 e una serie di minimi attorno a 117 e i massimi a 117.59 117.52 117.77 117.68; il regista misterioso (che sullo yen opera sicuramente) ha dato l'ordine di
rispettare un minimo di pudore il che porta per il momento a non superare quota 118;
Euro/yen : acquattato e nascosto dietro il usd/yen di cui è una derivata spesso acefala; ci limitiamo a segnalare le cinque chiusure giornaliere: 164.90 - 165.25 - 165.80 - 166.40 - 166.70;
guarda caso si tratta di cinque livelli tutti crescenti; come sempre, comportamento amorale!

Euro/chf: passare in una settimana da 1.6639 a 1.6827 può ben essere definito uno strappo; generato dal ritorno irruente del usd/chf nella fascia 1.1820 - 1.1880;

Usd/canada : prosegue anche se con maggiore moderazione il rialzo del dollaro canadese; dal
massimo di 0.9875 (lunedì) al minimo assoluto della settimana di 0.9725 per il venerdì 12 ottobre; chiusura a 0.9740;
Usd/rand : dalla fascia classica attorno a 6.85, con le tre chiusure di 6.8550 - 6.8350 e 6.8750 di lunedì - martedì e mercoledì, si passa a 6.7350 e 6.7625 di giovedì e venerdì; l'ulteriore apprezzamento del rand è da attribuirsi al rialzo dei tassi ufficiali in Sudafrica che da un già appetibile livello del 10% sono stati portati al 10.50% con un aggiustamento al rialzo dello 0.50%;
Note di viaggio : l'esperienza dell'Euro si sta rivelando contagiosa; Tanzania, Kenya, Uganda. Rwanda e Burundi stanno programmando un'Unione Monetaria per il 2.012. Eac = East African Community = 125 milioni di abitanti - superficie: 1,8 milioni di km2- Pil: 40 miliardi di usd. 


Il "Weekly Adviser" completo può essere richiesto a: SALEX - via Stelvio, 7 20025 Legnano (Milano) Tel +39 0331 455471 – Fax +39 0331 440596 - Email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo – www.salex.it


 
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