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BORSE E FOREX
Aumenta la correlazione mercati azionari-valutari
I mercati valutari proseguono nell’andamento legato ai mercati azionari e alle notizie che di volta in volta emergono sulla questione dei mutui subprime negli Stati Uniti. Dall’andamento degli indici americani si può capire l’andamento dei carry trades in una sorta di correlazione perversa in cui paradossalmente assistiamo alla caduta contemporanea di Eurusd e UsdYen o viceversa alla risalita congiunta a seconda che gli indici azionari siano rispettivamente in negativo o in positivo in una sorta di balletto in cui il fatto più eclatante è l’assoluta mancanza di una guida.

eurodollaroDiciamo questo perché ieri, in una piacevole conversazione con Natale Bittanti (uno dei più stimati cambisti italiani) si notava con rammarico che il mercato in questa fase storica è guidato più dalle “casalinghe Giapponesi” che dalle Banche Centrali.
Per carità non ce ne vogliano le casalinghe stesse, che proseguono negli acquisti di valuta ad alto tasso anche se queste valute hanno raggiunto i massimi degli ultimi 30 anni, ma il fatto è che le Banche Centrali o ancor più le Istituzioni che si dicono preposte al controllo dell’andamento dei tassi di cambio, o non trovano un accordo per evitare gli eccessi oppure si disinteressano dell’andamento dei principali rapporti valutari.
Anzi, a ben vedere, le casalinghe sfruttano proprio il disaccordo tra le banche centrali, alcune delle quali continuano a comprare dollari e vendere valute locali e contemporaneamente vendono i dollari acquistati comprando Euro e sterline, alimentando questa spirale perversa.
Le altre banche centrali, ovvero quelle legate alle valute flessibili, non dicono nulla e lasciano che il mercato prosegua in questa corsa folle ad acquistare rendimenti alti e finanziarsi a costi bassi, e solo a parole continuano a ripetere che i cambi devono rispettare i fondamentali.
Ebbene, non più tardi di un mese e mezzo fa, ricordavamo insieme a Natale, il Fondo Monetario aveva dichiarato di essere pronto a controllare i tassi di cambio, affermando che non sono graditi movimenti altamente volatili. Non c’è mai stata negli ultimi sei mesi una volatilità pari a quella che stiamo osservando sul mercato dei cambi, soprattutto a causa di quanto abbiamo appena richiamato.
La volatilità è il nostro pane, questo non dobbiamo aver paura di affermarlo, ma è altrettanto vero che come esperti di forex, osserviamo un mercato nel quale in questo periodo neppure l’analisi tecnica, che di solito invece sconta ogni notizia e rappresenta la salvezza per chi opera, riesce a funzionare correttamente, a causa delle continue interferenze esterne che ne variano gli andamenti di breve e di medio.
Passando al mercato dobbiamo insistere sul fatto che la situazione attuale è di difficilissima comprensione nel senso che riteniamo che nei giorni a venire, a seconda delle notizie che emergeranno sul mercato del credito e sulla condizione dei fondi Hedge coinvolti nella questione subprime, si potranno vedere livelli di Eurusd vicini a 1.3850 così come 1.3500, e congiuntamente livelli di UsdYen vicino a 120.00 così come in ribasso verso 115.00, con conseguenze devastanti in un senso o nell’altro per l’EurYen che rimane il cambio più volatile nel breve termine in assoluto.
Se si osserva il grafico a 4 ore, si noti come la volatilità, determinata da un semplice atr (6 periodi) sia aumentata in modo assai violento con un movimento che in termini percentuali nell’ultima settimana è stato del 5.3% che nel mercato dei cambi è un qualcosa di significativo, anche se rispetto al passato e a certi momenti storici, non significa ancora nulla.
Quindi la volatilità potrebbe anche aumentare, proprio a causa degli eccessi che abbiamo visto negli ultimi tempi nelle principali rapporti di cambio, e per effetto di questa eccessiva correlazione tra valute e azioni.
Tecnicamente per l’EurYen siamo in fase di ribasso e non escluderemmo un test di 159.75 che per noi rappresenta il primo vero supporto cruciale di medio termine, che se venisse volato aprirebbe la strada al test di 157.00 che rappresenta il supporto dato dal canale rialzista di lungo periodo partito a 130.00.

Per gli altri rapporti di cambio l’Eurusd potrebbe scendere a 1.3635 e solo una risalita sopra 1.3710 sarebbe impulsiva, mentre il UsdYen potrebbe salire verso 120.20 anche se per noi potrebbe essere da vendere sui rialzi. Cable che dovrebbe scendere verso 2.0230 mentre l’EurChf sembra pronto la test di 1.6570 prima di un possibile sell off . EurGbp che dovrebbe toccare quota 0.6710 prima di risalire mentre AudUsd sembra pronto al test delle resistenze prima di una nuova caduta. Ci aspettiamo che il UsdCad scenda verso 1.05401.0510.
CadJpy in recupero mentre EurNzd ed EurAud scendono prima di una nuova risalita che dovrebbe essere impulsiva.

Per altri suggerimenti non esitate a contattarci allo 0331 455471 o via email all’indirizzo

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