Roubini lancia l'allarme. Di bolla in bolla fino alla sindrome giapponese? Secondo
Roubini una grave recessione globale sembra ci porti verso forti
pressioni deflazionistiche. Il calo della domanda porterà a ridurre
l'inflazione, mentre le società cercheranno di ridurre i prezzi per ridurre le scorte in eccesso. Nel mercato del lavoro crescerà la disoccupazione per controllare i costi di manodopera e la crescita dei salari. Allentati i prezzi delle
commodity con un rapido abbassamento dei prezzi porterà presto ad una inflazione più bassa. Pertanto, l'inflazione nelle economie avanzate scenderà verso l'1% ad un livello preoccupante per la
eccessiva deflazione. La trappola della liquidità ci stà portando dritti verso una situazione giapponese con tassi zero per anni ed economia stagnante. Dollaro vicino al crollo?
Roubini è troppo pessimista?
“Deflation is dangerous as it leads to a liquidity trap, a deflation trap and a debt deflation trap: nominal policy rates cannot fall below zero and thus monetary policy becomes ineffective. "La deflazione è pericolosa in quanto porta alla trappola della liquidità, ad una trappola deflazione ed ad una trappola del debito deflazione: la politica dei tassi nominali non può scendere al di sotto di zero e quindi la politica monetaria diventa inefficace in questa situazione. Siamo già in questa trappola di liquidità dal momento che il target dei tassi dei Fed fund è ancora 1 per cento, ma l'uno reale è vicino a zero, dal momento che la Federal Reserve ha inondato il sistema finanziario di liquidità, ed entro i primi mesi del 2009, l'obiettivo del tassi dei Fed Funds sarà formalmente lo zero per cento. Inoltre, in deflazione il calo dei prezzi significa che il costo reale del capitale è alto - nonostante la politica dei tassi vicino allo zero; cosa che porterebbe a un'ulteriore diminuzione del consumo e degli investimenti.
Questo calo della domanda e dei prezzi porta ad un circolo vizioso: il reddito ed i posti di lavoro vengono tagliati, portando a ulteriori diminuzioni della domanda e dei prezzi (trappola deflazione), e il valore reale dei debiti nominali si alza (trappola del debito deflazione), causando ai debitori problemi più gravi e portando ad un aumento del rischio aziendale e inadempienze per le household che aggravano le perdite di credito delle istituzioni finanziarie ".
Questa deflazione è quindi pericolosa perché può portare alla trappola della liquidità: dato che i tassi interbancari nominali a breve non possono scendere sotto lo zero, la politica monetaria diventa inefficace, cioò lo strumento più usato dalla Fed americana negli ultimi anni diventa inefficace. La flessione dei prezzi riflette un costo reale del capitale alto e un aumento dell´entità reale del debito nominale che a loro volta causano una riduzione dei consumi e degli investimenti, generando un circolo vizioso nel quale i redditi e l´occupazione si contraggono sempre di più, aggravando la caduta della domanda e dei prezzi.
La politica monetaria diventa inefficace e si insistere nell´utilizzo di politiche non ortodosse: operazioni di salvataggio a favore di investitori, di istituti finanziari e di debitori; iniezioni massicce di liquidità alle banche per spingerle ad abbassare i tassi delle obbligazioni di Stato a lungo termine e per ridurre lo spread tra i tassi delle obbligazioni societarie e quelle del debito di Stato. Questo il pensiero di Roubini che è considerato dalla comunità finanziaria un grande divulgatore di pessimismo nero. Un gufo della finanza dalle previsioni sempre apocalittiche.
(Professor Nouriel Roubini of New York University)
Questa opinione di Roubini è contrapposta invece ad altri economisti che sostengono con grafici alla mano l'origine meteorica della base monetaria e prevedono invece molto presto una crescita della inflazione, un calo serio del dollaro accompagnato da un rialzo dei prezzi dell'oro. La domanda da farsi è: l'inflazione è un fenomeno monetario come insegna Friedman? Possiamo aspettarci un aumento abnorme della base monetaria senza la presenza di inflazione?
Ma negli ultimi mesi la base monetaria è cresciuta violentemente di oltre il 1.400% su base annua, come mostra il grafico. Quando si vede la curva a "J" nel grafico della base monetaria (probabilmente aumentarà ancora !) ci si domanda una spiegazione. Alcuni dicono che si tratti di un'indicazione della Federal Reserve che avvisa che l'oro a 2.000 dollari e un crollo del dollaro sono proprio dietro l'angolo.

Vediamo ora lo stesso grafico, ma con dati percentuali.

Nel grafico sottostante, si confronta il grafico sopra con il valore del dollaro USA, come misurato nel Dollar Index. Se la Fed innonda il mercato di dollari, non significa un crash del dollaro è imminente? Quale governo straniero o investitore vorrà tenere dollari quando la Fed elimina la moneta così rapidamente?

La fed taglierà presto i tassi di altri punti base e andrà verso tassi zero, evento che i mercati hanno già scontato. La strada è obbligata dato il record di sfiducia dei consumatori degli ultimi 25 anni. Ma le Banche riprenderanno a concedere prestiti e mutui? Il credito al consumo è caduto al minimo degli ultimi 28 anni. Se e come uscire dalla crisi ancora non si sa. Certamente il 2009 sarà un anno critico.
holtz.com/blog/2008/12/the-velocity-factor/
“A severe global recession will lead to deflationary pressures. Falling demand will lead to lower inflation as companies cut prices to reduce excess inventory. Slack in labour markets from rising unemployment will control labor costs and wage growth. Further slack in commodity markets as prices fall will lead to sharply lower inflation. Thus inflation in advanced economies will fall towards the 1 per cent level that leads to concerns about deflation.
“Deflation is dangerous as it leads to a liquidity trap, a deflation trap and a debt deflation trap: nominal policy rates cannot fall below zero and thus monetary policy becomes ineffective. We are already in this liquidity trap since the Fed funds target rate is still 1 per cent but the effective one is close to zero as the Federal Reserve has flooded the financial system with liquidity; and by early 2009 the target Fed funds rate will formally hit 0 per cent. Also, in deflation the fall in prices means the real cost of capital is high - despite policy rates close to zero - leading to further falls in consumption and investment. This fall in demand and prices leads to a vicious circle: incomes and jobs are cut, leading to further falls in demand and prices (a deflation trap); and the real value of nominal debts rises (a debt deflation trap) making debtors’ problems more severe and leading to a rising risk of corporate and household defaults that will exacerbate credit losses of financial institutions.” - (Professor Nouriel Roubini of New York University)
Nouriel Roubini è professore di economia presso la Stern School of Business della New York University e presidente della società di consulenza economica e finanziaria Rge Monitor (www.rgemonitor.com)