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INFLAZIONE +7% E PIL IN CALO Rischio recessione per l'economia giapponese, con i consumatori che, con stipendi ridotti e prezzi di alimentari ed energia in aumento, hanno ridotto le loro spese. L'impennata dei prezzi all'ingrosso in Giappone segna a luglio un rialzo del 7,1% ai massimi del gennaio 1981 quando si registrò il secondo choc petrolifero. Il dato del Giappone sconta gli elevati prezzi di greggio e materie prime, anche alimentari. Lo dice la Banca centrale del Giappone (BoJ).
La fiducia dei consumatori ai minimi storici porta a pensare che l'economia giapponese così dipendente dalle esportazioni, punterà ancora di più sul commercio e sugli investimenti delle imprese per tornare a crescere. I dati hanno mostrato che l'economia nipponica nel secondo trimestre si è contratta come non faceva dall'ultima recessione del 2001 innescata dall'afflosciarsi della bolla legata azionaria Internet. Il Pil ha mostrato un calo dello 0,6% su trimestre e del 2,4% su anno (consensus -2,3%), dopo un primo trimestre di quest'anno in crescita dello 0,8% su trimestre. Il maggior calo è stato registrato dalla spesa dei privati, che rappresenta il 55% dell'intera economia nipponica. Gli economisti sono divisi circa l'andamento dell'economia giapponese nel trimestre corrente e se sarà nuovamente in contrazione (recessione), ma sono d'accordo invece sul fatto che un eventuale ritorno alla crescita sarà poco consistente e dipenderà soprattutto dalla direzione che prenderanno i prezzi energetici e dalla velocità con cui l'economia mondiale si riprenderà. Una recessione metterebbe fine al più lungo ciclo di crescita economica del Giappone in 60 anni, iniziata nel 2002. Da allora fino al marzo di quest'anno l'economia nipponica è crescita a un tasso annualizzato medio del 2,2%, grazie soprattutto a robuste eportazioni. Nello stesso periodo gli stipendi sono diminuiti dello 0,8% e i consumi sono cresciuti solo dell'1,5%. Ciò è in netto contrasto con la crescita del 32% degli stipendi visto nel corso della bolla economica della fine degli anni Ottanta, quando i consumi crescevano del 4,4%, spingendo l'economia a una crescita annualizzata del 5,4%. Tra il 1965 e il 1970 il secondo più lungo periodo di espansione gli stipendi erano più che raddoppiati e l'economia si espandeva a tassi a due cifre, come ora sta facendo la Cina. Il recente dato del Pil ha spinto al ribasso il rendimento del bond benchmark decennale al minimo di quattro mesi, poichè hanno confermato le aspettive di tassi stabili da parte della Boj all'attuale livello dello 0,5% ancora per parecchi mesi.
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