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Economia in Zona Euro
Economia in Zona Euro, Crescita Inferiore alla Attese. 
L'Economia Europea cresce in zona euro, ma meno delle attese. Nel terzo trimestre il PIL regionale è tornato a crescere, anche se in misura leggermente inferiore alle attese. Eurostat stima una crescita dello 0.4% T/T (-0.2% nel 2T, +0.5% il consensus) che lascia comunque il tendenziale in territorio profondamente negativo (-4.1% A/A, da - 4.8% nel 2T ed un minimo di -4.9% nel 1T). Il PIL è cresciuto sia in Germania che in Francia ed in Italia, ma in tutti e 3 i casi il dato è risultato peggiore delle attese (soprattutto nel caso francese). Data la fortecrescita della produzione industriale, il dato suggerisce un terziario ancora stagnante. Alcune revisioni al rialzo (Olanda, Germania) lasciano ipotizzare che il risultato del 2T possa essere rivistoal rialzo di un decimo a -0.1% T/T.
I dettagli verranno diffusi solo a inizio dicembre, ma le informazioni disponibili lasciano ipotizzare una crescita trainata dall’industria manifatturiera (ciclo delle scorte ed esportazioni), con consumi privati stabili o in marginale calo, investimenti ancora molto deboli (probabile un calo superiore all’1.0% dopo il -1.4% del 2T) ed una buona crescita dei consumi pubblici. Il Pil tedesco è aumentato dello 0.7% T/T (consensus +0.8%). Nonostante il secondo incremento consecutivo (il dato del 2T è stato rivisto al rialzo di un decimo a +0.4%), il tendenziale annuo resta molto negativo (-4.7% A/A). L’istituto statistico non fornisce ancora i dettagli, ma nel comunicato si afferma che la crescita è stata sostenuta da export, investimenti ed edilizia. In calo, invece, i consumi (dopo il +0.6% e +0.7% T/T dei due trimestri precedenti).
In Italia il PIL è salito dello 0.6% T/T (consensus +0.7%), mentre il dato del 2T è stato confermato a -0.5%. Simile al dato tedesco anche il tendenziale  annuo, a -4.6% A/A da -5.9% nel 2T (rivisto marginalmente al rialzo da -6.0%). Istat non ha fornito ulteriori dettagli. Torna alla crescita anche l’Olanda (+0.4% T/T dopo il -1.0% del 2T), molto forti Austria e Portogallo (entrambi +0.9% T/T).
Molto deludente il dato francese: il PIL è cresciuto solo dello 0.3% T/T (in linea con il 2T, il consensus era a +0.6%) a causa del forte rallentamento dei consumi (crescita zero dopo il +0.3% del quarto precedente) e dell’estrema debolezza degliinvestimenti (-1.4% T/T). Ancora negativo il contributo delle scorte (che sottraggono un decimo alla crescita), decisamente positivo (0.4 punti) quello dell’export netto (esportazioni +2.3% T/T).
Il PIL continua invece a scendere in Spagna e Grecia. Quest’ultima sta vivendo la prima recessione dal 1993, anche se non particolarmente intensa (nel 3T -0.3% T/T dopo il -0.1% del 2T, il tendenziale annuo è a -1.4% A/A). Più preoccupante la situazione della Spagna, che continua a soffrire per lo scoppio della bolla immobiliare, che ha portato la disoccupazione a sfiorare il 20.0%. Nel 3T, quantomen,o il calo del PIL inizia a rallentare, portandosi a -0.3% T/T (-1.1% nel 2T) grazie al contributo positivo dell’export netto.
Deludente anche il dato di settembre sulla produzione industriale regionale, aumentata solo dello 0.3% M/M (consensus +1.0%) dopo il +1.2% M/M di agosto (rivisto da +0.9%). Il tendenziale annuo migliora di oltre 2 punti a -12.9% A/A Weekly Equity 13 novembre 2009 Banca 12 Akros (-15.1% ad agosto). L’apparente rallentamento di settembre dipende soprattutto dai problemi di destagionalizzazione dei dati estivi in Italia e Francia: il trimestre si chiude comunque con una crescita del 2.2% T/T che è il miglior risultato di sempre (la serie parte nel 1990) e rappresenta un chiaro turnaround dal -1.1% del 2T e -8.6% del 1T.
Dove le chiusure di agosto pesano meno, come in Germania, l’output a settembre è in accelerazione: +2.7% M/M dopo il +1.8% di agosto a chiudere il trimestre con un +3.5% T/T che è il massimo dal 2T 1987. Francia e Italia, invece, a settembre mostrano un forte calo dopo l’apparente boom di agosto. In Francia la produzione scende dell’1.5% M/M dopo il +2.8% di agosto (il trimestre si chiude comunque con un +3.3% T/T). In Italia il +5.8% M/M di agosto (rivisto al ribasso dal +7.0% preliminare) è seguito da un calo del 5.3% che lascia il trimestre a un ottimo +4.0% T/T.
(Akros)
 
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