LE BANCHE NON ABBASSANO I TASSI
Borse inflazione tassi - Dura poco l'euforia nei mercati finanziari; le borse in picchiata esprimono le paure del mercato per la recessione. Recessione senza inflazione perchè tutto si stà fermando. I tassi quindi dovrebbero scendere. Invece le banche, mentre scaricano spread altissimi sulle imprese, non abbassano il costo del denaro e l'economia si ferma. Le Borse faranno minimi ancora inferiori. Si vende di tutto per far cassa. Il dollaro è ormai bene rifugio. La Fed comunica dati economici pessimi. Fino a dicembre scenario pesante per Borse Inflazione e Tassi.
Le banche, dopo aver servito per anni pacchietti finanziari avvelenati al sistema ed ai risparmiatori ed aver causato il terremoto subprime, hanno beneficiato dell'intervento governativo di salvataggio e della "fideiussione" dello Stato che le ha sollevate da ogni rischio controparte. Nonostante questo i tassi rimangono dove sono perchè le banche aspettano i regolamenti di attuazione prima di muoversi. I governi daranno le loro garanize alle banche sulla base del loro merito di credito, dovranno valutare l'adeguatezza patrimoniale delle banche che chiederanno la garanzia. La
Banca d'Italia avrà il compito di spulciare i bilanci delle banche per imporre loro la garanzia o meno. Il Governatore
Draghi afferma di aspettare che i tassi ritornino rapidamente sotto il 5%, ma intanto l'[[Euribor]] rimane alto. Dopo essere state finanziate dai governi di tutto il mondo a tassi vantaggiosi ed aver ricevuto la garanzia statale, che di fatto ha eliminato ogni rischio, le banche potrebbero abbassare i tassi. Invece no e molti si procurano la liquidità vendendo titoli. Anche i titoli di Stato, tradizionale rifugio in tempi di turbolenza finanziari, risultano venduti al meglio in questi giorni, ed il motivo è il bisogno impellente di liquidità. Si vende tutto quello che si può. Questo spiega anche il rialzo sorprendente del dollaro, la cui detenzione è preferita agli asset finanziari. Il biglietto verde, con l'economia stà crollando sotto i colpi della recessione e della crisi finanziaria, diventa come per miracolo un bene rifugio e questo non dispiace ai nostri esportatori che respirano un po grazie ad un euro più debole (si parla di target del cross intorno a 1,1650). Previsione di un ribasso continuo fino alla fine del mese anche per piazza Affari: il minimo del 2003 rappresentava il primo obiettivo. Probabilmente il calo si esaurirà non prima della fascia di supporto a 14.350-15.060 punti.
Crollo verticale delle obbligazioni americane legate all'inflazione.
iShares Trust Lehman TIPS Bond. Il loro crollo dimostra che il mercato si aspetta una forte recessione senza inflazione. Un secondo indicatore economico significativo è il
Baltic Index, cioè l'indice dei noli marittimi, cioè dell'indice che spiega quante materie prime verranno trasportate nel futuro.
Cliccando qui si può consultare il Baltic Dry Index. Anche qui si può assistere ad un crollo enorme che annuncia recessione per tutti.
Continuano ad arrivare dati negativi dall'economia americana: calo superiore alle attese dell'indice delle
attività manufatturiera di New York. L'indice è crollato a ottobre,
scendendo a -37,5 da +3,8 di settembre. Gli economisti di Wall Street si attendevano in media una lettura di -10 e nessuno di loro aveva previsto niente di peggio di -25. Un livello dell'indice sotto lo zero indica una contrazione della manifattura. La fed comunica che nel mese di settembre la produzione industriale negli Stati Uniti ha registrato una variazione negativa del 2.8%. Nel mese precedente era scesa dell’1.1%. Il maggior calo da 34 anni, cioe' dal dicembre 1974; recessione conclamata.