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CINA E BALTIC DRY INDEX
LA CINA HA BISOGNO DI FERRO
Baltic Dry Index - indice dei noli marittimi
























Sembra che la Cina abbia in questo momento l'esigenza di ricostituire le scorte di ferro. Questo muove il mercato dei noli marittimi che sono un indicatore economico molto importante per capire le dinamiche economiche mondiali. 
 Il Baltic Dry Index (BDI) che misura l'andamento dei noli marittimi per il minerale di ferro e di altre merci secche alla rinfusa è balzato del 40% la scorsa settimana a causa di un aumento della domanda cinese di minerale di ferro. L'indice ha guadagnato il 125% negli ultimi due mesi dopo il grande ribasso del 94% dal suo massimo di maggio 2008. Il grafico illustra la stretta relazione tra il BDI (linea rossa) e Reuters / Jeffries CRB Index (linea verde), indice delle materie prime. Come si vede l'indice Baltic sembra anticipare un rialzo delle materie prime. La domanda che viene da farsi è: la Cina da sola può essere capacedi muove l'economia mondiale ed assumere la funzione di motore economico che hanno sempre avuto gli Stati Uniti? Bisogna considerare l'attuale possibile inversione del grafico come un naturale ritracciamento in un momento di trend negativo tenendo conto che le industrie cinese devono comunque anche in periodo di crisi ripristinare un minimo di scorte. 
L'indice SSEC della borsa cinese di Shanghai infatti stà rimbalzando verso il test della media mobile di lungo periodo dalla quale molto probabilmente verrà respinta verso il basso. Ma questo lo vedremo più avanti. 
BORSA CINESE10 febbraio (Reuters)

(Zibordi-cobraf)

Le vendite al dettaglio in Cina salgono del +11% rispetto ad un anno fa
Inoltre i dati di credito bancario mostrano un incremento enorme in Cina, tipo +300 miliardi di dollari, ci sono discussioni su quanto siano affidabili i dati, sembra che in molti casi le banche ricevano l'ordine di prestare e poi facciano anche transazioni finte, ma questi sono i dati che la Cina ha messo fuori. E la borsa cinese da fine gennaio è rimbalzato quasi di un +20%.
Di conseguenza oltre al rame che sale del 20% in pochi giorni e la soya hai come titoli che tirano quelli agricoli, grazie anche al fatto che la Cina è colpita da una una serie di guai in agricoltura.
Quindi Mosaic (grafico,scheda), Agrium, Monsanto Company (grafico,scheda) e altri simili come Syngenta in Svizzera e Bunge Ltd (grafico,scheda) il maggior commerciante di cereali al mondo
Poi i minerari classici: Alcoa Inc (grafico,scheda) U.S. Steel Corp (grafico,scheda) Freeport McMoRan Xstrata (XTA: scheda), Rio Tinto (RIO: scheda)....
E anche una serie di "oil service" come National OilWell Varco, Baker Hughes, SLB... e diverse società di ingegneria

INFLAZIONE CINESE AI MINIMI
Cina, inflazione a gennaio ai minimi deglli ultimi 30 mesi; c'è spazio per un taglio dei tassi.
A gennaio l'inflazione è sceso ai minimi da 30 mesi in Cina, dando alla Banca centrale maggiori spazi per abbassare i tassi di interesse ulteriormente al fine di sostenere l'economia e allontanare la minaccia della deflazione.
A gennaio l'inflazione su base annuale si è attestata all'1% dall'1,2% di dicembre, vicina alle attese del mercato di un incremento dello 0,9%.
Secondo un analista, "in termini di politica monetaria, il rischio di deflazione certamente dà grandi spazi all'espansione della politica moneteria, qualora si ritenga necessario sostenere la crescita anche per preveinire un ulteriore peggioramento della deflazione".

FOCUS sulla BORSA CINESE
(Websim) Prosegue il buon momento della Borsa cinese, che conferma da qualche settimana di essere in splendida forma. Ciò a cui stiamo assistendo dall'inizio del 2009 comincia ormai a prendere la forma di qualcosa in più del semplice rimbalzo tecnico.
L'indice CSI 300 (2.326) ha chiuso oggi in rialzo dell'1,3% e ha portato i guadagni dal primo gennaio a un +28%. Dai minimi segnati alla fine dello scorso mese di ottobre l'indice ha guadagnato quasi il 50%, tornando sui valori abbandonati oltre cinque mesi fa. Il 2008 si era chiuso con una flessione del 66%.
Le indicazioni delle ultime sedute hanno confermato i segnali di recupero dopo il crollo avviato dai record assoluti del 16 ottobre 2007 toccati a quota 6.124 punti.
L'indice Shanghai Composite sta provando a ripartire dopo aver ritracciato quasi interamente il violento rally del 2006/2007 che aveva preceduto l'evento delle Olimpiadi in Cina. In ottica di lungo periodo maggiori conferme dei segnali di inversione in corso si avranno con lo stabile superamento di area 2.340 punti, un livello ormai raggiunto che potrebbe stimolare le prime prese di beneficio.
Borsa cinese apripista per le altre Borse. Il superamento delle prime importanti resistenze sopra quota 2.000 punti ha permesso alla Borsa cinese di completare un modello di inversione che ha fatto da apripista per altre Borse, tutte rigorosamente in Asia. Abbiamo notato i primi segnali sulla Borsa di Seul (+7% da inizio anno), Bombay (-2,5%) e Kuala Lumpur (+3%). 10/02/2009

 
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