La filiale statunitense del Credit Suisse Securites dovra' versare 406 milioni di dollari, per risarcimento danni a STMicroelectronics. Su richiesta di STM, lo ha deciso una giuria arbitrale della Financial industry regulatory authority (Finra), che ha concluso il caso sulle vendite alla multinazionale di microelettronica di titoli ''auction rate'' non autorizzati. Lo ha reso noto la stessa Stm, con un comunicato. Un collegio arbitrale ha stabilito nel fine settimana che Credit Suisse deve pagare in quanto non ha rispettato le indicazioni d'investimento giunte dal cliente. StM aveva chiesto di sottoscrivere obbligazioni collegate a crediti studenteschi e garantite dal governo degli Stati Uniti, ma in realtà di trovò in portafoglio titoli con sottostante prestiti su mutui immobiliari subprime. Una belle differenza e sopratutto un profilo di rischio molto diverso.
Le cose attualmente non vanno bene per il colosso finanziario svizzero Credit Suisse che registra nel 2008 la peggiore perdita della sua storia. Il rosso e' di 8,2 miliardi di franchi svizzeri, pari a 5,49 miliardi di euro e 7,07 miliardi di dollari, contro un utile di 7,76 miliardi di franchi svizzeri nel 2007. Nel quarto trimestre del 2008 il gruppo affonda e annuncia una perdita di 6 miliardi di franchi svizzeri (5,2 miliardi di dollari).
Il risarcimento stabilito dalla commissione Finra ha invece avuto effetti positivi in borsa sul titolo STM che ha sostanzialmente tenuto (4,37€) in una giornata negativa condizionata dal ribasso delle banche.
Unicredit e Intesa infatti penalizzano la Borsa di Milano. Borse europee deboli nel pomeriggio, prive anche dei consueti spunti offerti dalla Borsa americana, oggi chiusa per la festa del President Day. Gli investitori sono pessimisti dopo un G-7 che ha seminato più delusioni che speranze. Dal vertice di Roma non sono uscite nuove iniziative per combattere la peggiore crisi economico-finanziaria degli ultimi 60 anni e il segretario al Tesoro americano, Tim Geithner, non è stato convincente sull'efficacia del suo piano per salvare le banche. In più in Giappone il Pil del quarto trimestre 2008 è crollato del 12,7% sullo stesso periodo dell'anno precedente.
A Milano l'indice S&P/Mib scende dell'1%. Queste le variazioni delel altre Borse europee: Londra -0,7%, Parigi -0,3% e Francoforte -0,4% arretrano dello 0,6%. I settori in maggior calo sono le utility (Stoxx europeo -1,3%), le costruzioni (-1,7%) e le assicurazioni (-1,5%). Il maggior calo di Piazza Affari rispetto alle altre Borse europee è dovuto essenzialmente al forte ribasso di tre banche: Unicredit -5,9%, Intesa -3%, Ubi -5,6%. Unicredit e Intesa soffrono per la caduta delle valute di Ungheria e Polonia, due Paesi in cui sono fortemente presenti.
Generali scende dell'1,9%, mentre la controllata Alleanza avanza dello 0,3%. TelecomItalia scende del 2,3% nonostante il presidente del Libyan Investment Authority, Abdulhatif Zlitni, abbia detto che potrebbero ripartire i negoziati con la società telefonica su un possibile ingresso del fondo libico nell'azionariato. Le brutte notizie arrivano dalla Spagna dove Telefonica ha annunciato che taglierà le tariffe per non perdere i clienti.
Ad attutire le perdite del listino milanese ci pensa Eni in rialzo dell'1,9% dopo i buoni risultati del 2008 e le indicazioni di crescita del piano industriale che punta a uno sviluppo della produzione media annua del 3,5% fino al 2012. Saipem sale dell'1,3%, Tenaris +1,4%. Recupera Snam +2,6% dopo la perdita del 4,7% di venerdì.
Enel sale dello 0,5%.
Forte rimbalzo di Seat +6% che approfitta della promozione di Goldman Sachs a neutral da sell per ridurre il ribasso accumulato nelle ultime sei disastrose sedute.
Fra le società di medie dimensioni, Italease sale del 3,4% sulle voci di un possibile delisting. Positive Erg +2,9% e Saras +0,8%. Edison scende del 2,7%, in forte rialzo Italease +8% in seguito a indiscrezioni di stampa su un possibile delisting.