|
PIL: PROSPETTIVE INCERTE L'economia americana, che risentirà ancora per un paio di anni dei danni causati dalla crisi subprime, offre segnali incerti sulla sua evoluzione. Abbassati i tassi di un quarto di punto, rimane l'impressione che forse era il caso di fare un ribasso più consistente in modo da uscire decisamente dalla palude. I dati sulla disoccupazione hanno indicato un tasso di 4,7% con un aumento di 166 mila posti di lavoro durante il mese di ottobre. Dati sopra le attese del mercato che mettono in dubbio un altro taglio dei tassi entro la fine dell´anno. Sono dati contrastanti, e non si sa ancora se i problemi più grossi verranno affrontati in presenza di inflazione, stagnazione o stagflazione. Andrea Mazzalai, riportando considerazioni di fonti diverse, affronta l'attuale quadro economico in america.
Vorrei proporvi alcune brevi considerazioni a partire dal primo rilascio relativo al PIL del terzo trimestre americano: a) Il dato in questione fà già parte del passato e nelle prossime revisioni verrà sicuramente rivisto al ribasso considerando che la spesa dei consumatori ( che conta per circa il 70 % )per quanto corposa è stata più bassa del previsto e gli ultimi dati CONSUMER_SPENDING segnalano una contrazione che quasi sicuramente porterà la crescita del quarto trimestre ad essere inferiore all' 1 % e quindi ad essere nuovamente considerata crescita recessiva per la seconda volta dopo quella del 0, 6 % del primo trimestre. Ricordo che si tratta del trimestre che immette i consumi sulla rotta per la stagione natalizia. La stessa BEA, l'ufficio che fornisce i dati del PIL ricorda che le valutazioni preliminari sono basate su dati incompleti e soggetti ad ulteriori revisioni oni oni oni oni! b) non sempre è possibile intravedere e scendere in profondità nelle pieghe dei dati macroeconomici americani ma con l'aiuto di internet scopriamo che un problemino di misurazione dei prezzi all'importazione, riduce il deflattore del PIL ad un valore irrealistico di 0,8 % che trova corrispondenza solo nel lontano 1998 e più in su sino al 1963. La media dei prezzi dal primo trimestre 2004 al terzo trimestre 2007 è stata 2,98 con un minimo di 1,7 ed un massimo del 4,2 %, quindi la considerazione sarebbe che il deflattore avrebbe generato un PIL del 1,9 % e con riferimento agli ultimi tre anni sarebbe 1 %. Una Grande interpretazione, una perla fornitaci da BIGPICTURE. 
Ringrazio inoltre il Cielo di poter essere testimone di questa stagione di pura alchimia finanziaria e economica come ad esempio la MATEMATICA_DEL_PIL da MARKETWATCH.com quella somma che rende possibile il fatto che uno più uno dia zero. Non perdetevi per nulla al mondo questo post di cui vi dò una piccola anticipazione. Because of the way the government counts and reports the numbers, real-life inflation was understated and growth was overstated. The economy didn't really grow 3.9%, and inflation really wasn't 0.8%. The numbers aren't as good as they look. Quindi in sintesi si sopravvaluta la crescita e si sottovaluta con quel pensiero un pò "core" l'inflazione ma in realtà i numeri non sono così buoni come la semplicità del ragionamento vuol far credere. Le somme e le sottrazioni sono giuste ma non corrispondono alla realtà. Quando mai oggi, qualcosa corrisponde alla Realtà? c) per coloro che vedono una luce negli investimenti in strutture non residenziali in crescita del 12,3 % al tasso annualizzato e che corripondono al 3,44 % del PIL ricordo che essi tendono a declinare solitamente a recessione già in corso. ( in particolare stiamo parlando del mercato immobiliare commerciale, l'ultima roccaforte immobiliare ) Oh guarda l'Oceano di grafici che ti propongo, nascondo mille messaggi........ Infine alcune brevi considerazioni di uno stuolo di economisti alquanto ottimisti che provengono dal WSJonline. Ora andiamo indietro nel tempo sino ai dati relativi al quarto trimestre 2005 e proviamo ad immaginare l'applicazione dell'analisi tecnica alla dinamica del PIL come fatto già una volta in passato. Possiamo senza dubbio dire che il supporto della crescita economica si poteva individuare intorno al 2 % circa 2,5 % . Rotto per la prima volta nel quarto trimestre il supporto del 2% la crescita economica è salita solo del 1,8 % , rimbalzando poi nel trimestre successivo, con un exploit del 5,6 %. Nei successivi tre trimestri del 2006 la crescita è rimasta stabile intorno al 2/2,5 % rompendo il supporto solo nel primo trimestre di quest'anno dove è stata rilevata in via definitiva una "crescita recessiva" del 0,6 % 
www.iaconoresearch.com/.../07-04-27_gdp.png Ora il mercato si attendeva nel secondo e terzo trimestre un rimbalzo della crescita, " pull back", intorno al 3 %. Ovviamente nel caso di una crescita al 3 % secondo l'analisi tecnica si potrebbe verificare una " Bull Trap" mentre nel caso di una crescita al 2 % un semplice pull back! L'ultimo trimestre di quest'anno proporrà nuovamente una crescita inferiore all' 1 %, quindi recessiva proponendo la frenata dei consumi, la debolezza degli investimenti e l'accellerazione della recessione immobiliare. A coloro che non credono alla recessione in quanto impossibile da identificarsi con crescite superiori al 3 % del PIL ricordo che come evidenziato dal grafico nella recessione " invisibile " del 2001, il "canto del cigno" del PIL salì sino sopra il 6 %. Ovviamente abbiamo sin qui scherzato, applicando impropriamente l'analisi tecnica, in quanto il nostro grafico non potrebbere prescindere dai fondamentali dell'economia e dai dati che regolamente escono, tutte variabili che l'analisi tecnica non prende in considerazione. 
Occupiamoci ora velocemente dei dati comunicati dalla Automatic Data Processing che vedono in prospettiva un aumento ben oltre le aspettative del mercato per i non farm payrolls di domani. Più centoseimila nuovi posti di lavoro che unitamente ad un'ipotesi standard di 20.000 nuovi occupati nel settore governativo, di cui la ADP non ha informazioni portano il totale a 126.000 nuovi posti.. 
Centotrentaquattromila nuovi posti di lavoro dal settore terziario dopo la costante ed inesorabile emoraggia nel settore manifatturiero, delle costruzioni e finanziario anche se quest'ultimo dato non mi convince affatto, vista la debacle finanziaria tuttora in corso e la grande depressione del settore mutui commerciale. Detto questo vorrei riproporvi questo grafico che appare sul sito della FED_di_DALLAS per evidenziare come nell'ultima recessione, non necessariamente il settore terziario abbia sofferto un numero sensibile di posti di lavoro. Il grafico è relativo allo stato del Texas. 
Qui sotto inoltre avete un grafico più specifico per settori. 
Questo invece proviene dalla ADP ed è relativo ai settori delle costruzioni e finanziario. 
Un ronzio continuo, quello delle revisioni che non mi esce dalla testa, come non ho ancora digerito il dato che vedeva una perdita dei posti di lavoro in settembre di 4000 unità rivisto a più di 50.000. La tabella di cui sotto dimostra che la Realtà è quella che fà più comodo ma è anche quella che alla fine la Storia impone. Qualunque sia in dato in uscita oggi non importa nulla in quanto ormai il fallimento della metodologia applicata dal BLS ovvero CES_NET_BIRTH/DEATH_MODEL è estremamente evidente e destinato regolarmente ad essere rivisto, come nel caso del terzo trimestre 2006 quando si passò da circa 500.000 nuovi lavori a soli 9000 in sede di revisione. Ma si sà a NEVERLAND ogni dato è magico e la capacità di analisi è molto limitata! 
Oggi l'indice ISM manifatturiero torna a filtrare con la soglia che delimita la recessione ovvero a 50,9 e l'indice PMI di CHICAGO è sceso di nuovo sotto la soglia di 50 ma questo al mercato ieri importava ben poco, in fondo la FEDERAL RESERVE stava per iniettare l'ennesima dose di metadone. 
bigpicture.typepad.com/.../ism_manufacturi.html A questo indirizzo della FED_di_NEW_YORK troverete la più imponente operazione di immissione di liquidità mai operata dalla Fedarl Reserve dai tempi dell'attacco al WORLD TRADE CENTER. Da notare in particolare l'operazione di 20 miliardi di dollari di MrtgageBacked accettati in una sola operazione che se non ricordo male testimonia l'importo più alto dall'inizio della crisi. Per il resto nulla di nuovo sotto il cielo finanziario con CREDIT SUISSE, CITIGROUP & GMAC che testimoniano la debacle immobiliare e l'indice ABX a braccetto con il CMBX che scende inesorabilmente trascinando con sè anche le imprese assicurative ( AMBAC o MBIA ) che supportano i mercati con i credit default swap CDS. Chiunque abbia un minimo di buon senso potrebbe comprendere come le perdite determinate dalla recessione immobiliare con l'aumento esponenziale delle FORECLOSURE saranno devastanti e permanenti e tener conto che le grandi banche di investimento possono tentare di compensare i loro problemi spostando la copertura delle perdite probabilmente utilizzando i CDS. Vorrei aprire una piccola parentesi a proposito della recessione immobiliare americana, dedicata a tutti coloro che non credono nel " decoupling immobiliare " in quanto da noi è tutto così diverso in Europa. Date un'occhiata a questa analisi proveniente da PIMCO. Devo ammettere di essermi sbagliato in riferimento alla fiducia dei mercati ed al suo ritorno, in quanto è semplicemente sbalorditivo il riferimento costante ad una politica monetaria accomodante da parte di coloro che hanno sostenuto benevolmente il fenomeno subprime prima e chiuso un occhio e sottovalutato le conseguenze poi.. Mi auguro sia un'illusione, l'ennesima illusione in una cura palliativa ormai inefficace e sostanzialmente in ritardo, in quanto da lontano si ode l'eco di un forte richiamo, amplificato dai nuovi record del petrolio e dell'oro: INFLAZIONEONEONEONEONE!!!! Per il resto non cambia nulla per un'economia che viaggia tra SCILLA_e_CARIDDI ovvero tra una probabile RECESSIONE INFLATTIVA o una ben peggiore STAGFLAZIONE di cui in America si incomincia a parlare quotidianamente. Andrea Mazzalai http://icebergfinanza.splinder.com/ |