LEGNAME: IDEALE PER DIVERSIFICARE
C'è una materia prima che cresce, è il caso di dire, nell'ombra. Si tratta del legname, che pur lontano dalle luci dei riflettori è oggetto di una sempre maggiore domanda. Come per altre commodity la richiesta è spinta dalla crescita economica in Asia e in Europa orientale, e dal contestuale innalzamento dei livelli di vita. E' così aumentata la richiesta di legname per costruzione e prodotti di arredamento, ma anche di carta, derivata dalla cellulosa, a sua volta ricavata dal legname. L'offerta, per contro, nonostante i ritmi di crescita degli alberi su terreni piantumati intensivamente possano essere anche 4 volte maggiori rispetto a quelli naturali, non può crescere alla stessa velocità. L'effetto in prospettiva è un incremento dei prezzi.
Il legname può inoltre essere considerato tra le fonti di energia innovabili. Anche in quest'ottica la domanda dovrebbe continuare a crescere, come conseguenza della scarsità di risorse fossili e dei timori che ancora circondano i rischi incontrollabili del nucleare. L'utilizzo del legname può inoltre
essere considerato environment-friendly, ossia quasi eco-compatibile. La quantità di anidride carbonica emessa dalla combustione del legname non è infatti superiore a quella assorbita dalla pianta stessa attraverso la fotosintesi. Tra le fonti alternative, il legname vanta però anche un altro vantaggio. A differenza dell'energia solare e di quella eolica, può essere immagazzinato.

Il legname ha anche un'altra caratteristica molto interessante per gli investitori: il suo prezzo ha una ridottissima correlazione con le altre
asset class ed è perciò una componente ideale di un portafoglio diversificato. Non a caso a fine 2006, negli Usa erano investiti nel legname circa 18 miliardi di dollari, con un incremento dei capitali investiti di circa il 30% da dicembre 2003 a fine 2006. Per questo le società attive nella produzione e nel trasporto di legname, ma anche quelle che si occupano delle diverse fasi di lavorazione, possono attrarre l'interesse degli investitori. Si spiega così il lancio da parte di Société Generale di un benchmark certificate sull'indice
Timbex, il
Worid Timber Total Return Index, l'indice che racchiude le 15 più importanti aziende dell'industria del legno a livello mondiale, per il quale è stata chiesta la quotazione su Borsa Italiana. Il
Timbex è un
indice di performance (total return), ossia che prevede il reinvestimento dei dividendi pagati, costruito secondo il criterio della capitalizzazione di mercato delle società. L'indice
Timbex è elaborato dalla
DowJones, che ne rivede la composizione ogni sei mesi e che ne riconsidera i pesi a intervalli trimestrali.
L'indice comprende principalmente aziende nord americane, scandinave e australiane. Le tre società più pesanti all'interno dell'indice sono le statunitensi
Weyerhaeuser e International Paper, rispettivamente all'l 1,14 e al 10,64% e la sudafricana
Sappi, con un peso del 10,25%. Il fatto che i pesi raggiungano al massimo circa il 10%o consente all'indice un buon grado di diversificazione. Dal giorno del suo lancio, il 28 febbraio, l'indice ha messo a segno una crescita di oltre il 7 %o. Dopo i massimi toccati a gennaio 2006, il prezzo del legname è andato incontro a un deciso indebolimento che sembra aver trovato fine lo scorso aprile con l'instaurarsi di un trend rialzista, con il prezzo della commodity che si trova però ancora del 25% al di sotto dei valori di inizio 2006. Il
Timbex ha subìto minori oscillazioni. La simulazione dell'andamento dell'indice per gli anni precedenti il suo lancio mostra ad oggi valori in linea con quelli posteriori alla fisiologica discesa avvenuta nel 2006. Il certificato proposto da
SocGen rappresenta un modo semplice e trasparente per partecipare alla performance del
Timbex, raccogliendo anche i dividendi corrisposti dai titoli presenti nel paniere nel periodo di investimento. Ha una durata di 5 anni e descrive la performance dell'indice al netto di una commissione di gestione dell'I %.
Lo strumento, che non prevede la protezione del capitale, è denominato in euro.
(Marco Barlassina)