Dopo un inverno di gelate, la primavera sarà clemente con la Borsa, gli indici dovrebbero seguire il trend rialzista partito il 21 gennaio per altri due o tre mesi, il rimbalzo dovrebbe perdere spinta intorno a maggio e da lì in avanti è presumibile che i listini ricomincino a soffrire. La previsione di un recupero primaverile è degli strateghi per l'Europa di Morgan Stanley: Ronan Carr e Teun Draaisma hanno avvertito due giorni fa la clientela di essere cauti con le speculazioni ribassiste perché il mercato è entrato in una di quelle mini-fasi ascendenti che interrompono il movimento di fondo ribassista.
Il broker americano non è diventato ottimista e resta dell'idea che sia meglio girare al largo dall'azionario europeo, il report è semplicemente un adeguamento tattico valido per il breve periodo. "Non siate troppo pessimisti ora, nel giro di pochi mesi ci saranno opportunità di ridiventarlo".
Lo Stoxx 600 ha guadagnato dal minimo dell'ultimo anno e mezzo toccato il 20 gennaio il 7,8%, dopo la brutale caduta di inizio anno, le aspettative di un rapido abbassamento del costo del denaro in grado di ridare tono all'economia hanno contribuito ad innescare il recupero. Draaisma e Carr affermano che questi rimbalzi sono la norma, dal 1970 ad oggi ce ne sono stati 9, mediamente durano 4 mesi e portano a rialzi del 21%: "Ignorare queste fasi è un pericolo", è scritto nella nota. Nel periodo 1990-2003 la Borsa di Tokyo ha perso l'80%, ma durante questi 13 anni ci sono stati 4 rally violentissimi che hanno portato a rialzi nell'ordine del 50%.
Gli investitori sono avvertiti, in primavera il mondo fingerà di andare verso il bello e chi non lo segue rischia di farsi male, attenzione però a non fidarsi troppo del rimbalzo perché gli Stati Uniti sono ormai ad un passo dalla recessione e gli effetti della stagnazione della prima economia del pianeta saranno dolorosi per tutto il mondo. Gli utili delle società sono destinati a contrarsi pesantemente: la storia indica che il calo potrebbe essere nell'ordine del 40% nei prossimi 20 mesi. Draaisma e Carr non sono ottimisti ma non sono nemmeno catastrofici in quanto ritengono che i livelli di prezzo toccati nel momento più buio a metà gennaio siano il punto più basso, il fondo potrebbe essere toccato un'altra volta nel corso del 2008, "ma il pavimento non sarà perforato".
Il mercato come al solito ha cominciato a scontare questo scenario in luglio, mese che ha segnato l'ingresso nella fase ribassista di lungo periodo nella quale ci troviamo, dopo la prima violenta correzione, è partito a metà agosto un mini rimbalzo durato fino ad ottobre, il recupero avviato il 21 gennaio sarebbe quindi il secondo recupero parziale all'interno di una fase storica di declino degli indici.
Nel corso di questi rally, la Borsa cambia connotati e torna ad avere le sembianze del Toro. Gli strateghi di Morgan Stanley avvertono di non fidarsi troppo delle apparenze ed invita a concentrarsi sulle società meno indebitate e meno esposte al ciclo dell'economia.
Morgan Stanley ha ricevuto recentemente un'iniezione di capitale dal fondo statale cinese China Investment Corp (abbr. CCI) che ora controlla il 9,9% del capitale. La casa d'investimento ha registrato nel suo quarto trimestre fiscale terminato alla fine dello scorso novembre perdite di $5,8 miliardi pari a $3,61 per azione. Gli analisti avevano atteso in media perdite di soli $0,39. Il pessimo risultato è stato dovuto alle nuove svalutazioni effettuate da Morgan Stanley che hanno superato notevolmente le previsioni. Alle svalutazioni per $3,7 miliardi annunciate lo scorso 7 novembre se ne sono aggiunte altre per $5,7 miliardi. Il volume totale delle svalutazioni effettuate da Morgan Stanley nel quarto trimestre ha ammontato quindi a ben $9,4 miliardi. Dopo Bear Stearns e Citigroup Morgan Stanley è la terza grande grande banca d'affari statunitense ha ricevere un'importante iniezione di capitale dall'estero.