Hanspeter Hersam - Utilizzo il condizionale in quanto il modello ha avuto notevole successo dal 1974 fino al 1999. Sono seguiti due segnali con lungo anticipo sui fatti mentre dal 2007 in avanti ha smesso di funzionare in modo spaventoso.
Ovviamente le regole del gioco cambiano quando i mercati azionari si trovano in una fase ribassista primaria. L’ideatore del modello, Don Hays, ha sempre dato grande importanza alla parte monetaria dell’equazione attribuendo il doppio peso. Gli 24 - 30 mesi hanno dimostrato che la disponibilità di credito è assolutamente cruciale e prevale gran lunga sulla semplice misura della massa monetaria privilegiata da Don. Un altro errore è stato quello di prendere in considerazione solo le statistiche degli Stati Uniti come se fosse un universo assestante. Vediamo come si comportano i singoli componenti oggi.
La valutazione (La borsa è un affare agli attuali livelli?)

Don Hays utilizza il modello IBES (valutazione del mercato aggiustata per il livello dei tassi d’interesse) per determinare la valutazione del mercato. Le valutazioni sono basse dal 2001 soprattutto a causa del depresso livello dei tassi d’interesse. Shiller, un analista americano, ha cercato di risolvere il problema prendendo in considerazione semplicemente la media non ponderata del rapporto “prezzo/utile” degli ultimi 10 anni. L’obiettivo è quello di smorzare le fluttuazione del ciclo economico. Il grafico sta dando ragione a Shiller in quanto l’apparente sottovalutazione dei mercati azionari dal 2001 fino ad oggi in realtà era una sopravalutazione. Nel 2000 abbiamo raggiunto una sopravalutazione che era stata ben superiore a quelle precedenti. Le valutazione sono ora più attraenti. C’è una tendenza storica dei mercati di correggere un movimento estremo con l’escursione estrema nell’altra direzione. Ecco i livelli dello SP 500 per rendervi l’idea. Oggi quota a 683.
Rapporto prezzo/utile x Prezzo SP 500
10 575
8 460 (livello più alto di minima valutazione)
7 400 (media dei precedenti minimi di valutazione)
6 350
5 300 (valutazione più bassa mai raggiunta)
La tabella più rendere l’idea dei livelli che lo SP 500 può raggiungere nel peggiore dei casi. Va comunque aggiunto che ci troviamo ora sotto la media storica per cui aumentano le probabilità che acquisti fatti agli attuali livelli siano corretti con un’ottica di lungo periodo (circa 5 anni).
Il sentimento (Gli investitori sono fuori o dentro dal mercato?)

Molti indicatori di sentimento funzionano come una meraviglia durante lunghe fasi di rialzo oppure durante estesi movimenti laterali. Il ribasso storico in atto dal 2007 ha fatto scoppiare molti indicatori. L’indicatore che forse ha saputo resistere di più è il rapporto Rydex (misura gli investimenti negli strumenti ribassisti + monetario diviso per strumenti rialzisti sul mercato americano). Rapporti sopra 1.20 sono storicamente coincisi con importanti minimi durante normali fasi di mercato. Sorprendentemente non è mai scattato un segnale d’acquisto fino al mese di ottobre 2008 causando comunque un’entrata prematura sul mercato azionario americano. L’indicatore composto di SentimentCharts.it ha pure fatto un eccellente lavoro rimanendo il territorio neutra quando era il caso.
Nel corso delle ultime settimane sono apparsi interessanti segnali come il pessimismo record dei piccoli investitori oppure i massicci acquisti da parte dei dirigenti d’impresa. I segnali sono incoraggianti anche se non hanno ancora raggiunto i livelli che complessivamente sono coincisi con importanti minimi di mercati ribassisti.
La componente monetaria (C’è benzina per far valere le basse valutazioni e il sentimento negativo?)
Questa è veramente la componente chiave. C’è la liquidità per poter compiere investimenti in borsa? Credo che questa componente deve assumere il ruolo guida prevalendo su tutti gli altrimenti componenti una volta che ci troviamo in una fase ribassista del mercato (presenza dei prezzi sotto la linea media mobile di 12 mesi).

Il grafico illustra esattamente quello che dobbiamo sapere. Gli investitori hanno paura? Allora sfuggano nella qualità dei titoli governativi tedeschi considerato il miglior debitore in Europa (grafico al centro). Sono disposti a correre maggiori rischi acquistando per lo meno dei titoli di aziende private (in alto)? No! I prezzi stanno cascando nello spiraglio di un attacco di paura. Il tutto si esprime in una continuo ribasso della differenza nell’andamento tra i titoli obbligazionari di aziende private e quelli di stato (in basso). Va notato che l’andamento degli indici di borsa riflette grosso modo quello dei principali indici di borsa.
L’analista Thomas Lee della JP Morgan ha esposto una considerazione interessante come distinguere un vero segnale di inversione di tendenza del ciclo economico e di mercato da un falso segnale. “Per comperare strategicamente afferma, è bene aspettare la conferma di un indicatore, lo spread tra il rendimento dei bond AAA e quello dei bond BAA (grossolanamente la linea rossa sul mio grafico). Nella Grande Depressione questo spread si allargò fino al luglio del 1932 e l’inizio del suo restringimento anticipò la svolta positiva del mercato azionario”.
La borsa italiana (quarta componente inerente; alla lunga per borse salgono sempre)

Alla lunga i mercati azionari dovrebbero rendere mediamente circa 5 % su base annua, su qualche altro mercato anche l’8 %. Il Comit si trova ora sotto i massimi del periodo 1987 – 1997. Chi ha investito poco prima del crack del 1987 si trova oggi con in mano dei dividendi, nient’altro in più. L’indice Comit ha perso il 68.3 % dai massimi del 2007. Alla fine senza timing non funziona niente. La strategia di definire la tendenza di fondo del mercato con delle linee medie mobili di 12 mesi (linea blue) avrebbe funzionata discretamente bene anche se qualche frustrazione sarebbe stata inevitabile. Non c’è niente di perfetto nei mercati per i motivi che conosciamo bene.