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MERCATI INCERTI

LA PAURA: CRISI SUBPRIME CONTAGGIOSA?
Gli operatori sono pronti a un nuovo ribasso delle Borse europee, dopo la caduta venerdì sera di quella americana: il Dow Jones ha perso il 2% e il Nasdaq il 2,5%. Sui mercati Usa sono tornati a farsi sentire tutti i timori legati alla crisi del settore immobiliare, in particolare la paura che da un elemento circoscritto come i mutui subprime, le difficoltà possano allargarsi fino a causare un rallentamento dei consumi e della stessa economia americana. Forte scivolata del dollaro, sceso stamattina contro l'euro a 1,383 da 1,37 di venerdì sera, mentre è buona la tenuta della Borsa di Tokio, con l'indice Nikkei che stamattina è sceso solo dello 0,39%. In Cina gli indici della Borsa di Shanghai sono in progresso. Un elemento positivo per i mercati è il calo del prezzo del petrolio, sceso a 74,9 dollari al barile, il livello più basso da un mese a questa parte. I future sugli indici delle principali Borse europee sono tutti in ribasso. Facciamo un quadro finanziario complessivo con Natale Bittanti di Salex, sottolineando la attuale correlazione tra Forex ed altri mercati finanziari.

(a cura di Natalino Bittanti) Nei mercati finanziari permane una grande incertezza e quindi una certa dose di paura. Cominciamo ad avere più di un timore. Anzi paura. Paura di una crisi finanziaria a livello globale di un certo spessore. Di cui quasi nessuno sembra avvedersene, a cominciare dai principali responsabili delle autorità mondiali preposte (Federal Reserve Bank e Banca Centrale Europea). Sul fronte delle difficoltà legate al mondo dei 'subprime loans' e d'uopo segnalare che:

} Bear Sterns ha congelato i riscatti di un terzo hedge fund;

} l'istituto di credito tedesco IKB ha rivelato di avere un'esposizione nei confronti del mercato immobiliare americano di 17.5 miliardi di euro (mercato dei mutui subprime). Il titolo, quotato alla borsa di Francoforte ha perso immediatamente il 40% del suo valore, per poi stabilizzarsi a 30%;
} la banca pubblica KFW, azionista di IKB, si è accollata obblighi finanziari per 8.1 miliardi euro ai fini di evitare la bancarotta di IKB; (quest’ultima, per arrotondare i propri utili, ha effettuato cartolarizzazioni su mutui immobiliari ipotecari concessi da banche americane, emettendo obbligazioni in cambio dell’acquisto a prezzo ridotto di tali crediti, comprando i subprime loans americani quando il dollaro era più alto e il rischio più basso:ndr)
} Wall Street, in un pomeriggio drammatico (venerdì 3 agosto '07) perde il 2.09%, con Lehman Brothers a - 7.7% e Goldman Sachs a - 4.1%;

} Infine American Home Mortgage Investment, colosso dei mutui immobiliari, ha interrotto da subito l'erogazione di nuovi mutui, provvedendo a licenziare il 90% del suo staff (7.000 dipendenti circa, in meno di un quarto d'ora);

} Un quarto d'ora perché questo è stato il tempo necessario per spedire 7.000 e-mail ad altrettanti dipendenti;

} E ancora, la banca australiana Macquarie Bank ha segnalato perdite in due dei suoi fondi di investimento ad alto rischio;

} Ed ancora, l'Università di Harvard ha comunicato di aver perso 350 milioni di dollari nel suo investimento nell'hedge fund Sowood Capital Management (il fondo ha perso tra il 40% e il 50% del suo valore); da notare che i fondi delle Università americane (217 miliardi di dollari - si stima -) sono investiti per il 18% in hedge funds, mentre nell'ambito dei fondi pensione pubblici americani ci si limita ad un 5%.

Andamento dei mercati: i punti salienti della settimana

} tasso di disoccupazione Usa
} Ism non manifatturiero
} Ism manifatturiero
} numero dei nuovi occupati nel settore industria e servizi

Eventi più significativi della settimana - in ordine cronologico

Dal punto di vista macroeconomico, la settimana è stata abbastanza povera; l'indice ISM sia a livello manifatturiero che a livello dei servizi ha prodotto un risultato nettamente al di sotto delle
aspettative e soprattutto il secondo dato, uscito nel pomeriggio di venerdì, insieme al dato relativo alla disoccupazione Usa per il mese di luglio, salito al 4.6% dal 4.5% e al non farm payrolls sempre per luglio con un numero di 92.000 nuovi occupati, al posto del previsto 130.000, si è trasformato in una specie di frusta per i mercati valutari. Lo scivolamento del cambio euro/usd da 1.3710 a 1.3780 in meno di mezz'ora è stato veloce e brutale. Così come lo sfondamento del cambio usd/chf al di sotto di un livello che ha tenuto per mesi (1.20); ha colpito anche qui la velocità con cui si è scesi da 1.20, per chiudere la settimana a 1.1915. Lo stesso usd/yen è ormai in zona critica.

Gli aspetti di tipo macroeconomico (per la quasi totalità negativi) si sono sommati ad un andamento dei mercati borsistici (l'input viene sempre da quello americano, ma anche quello giapponese non scherza affatto) tale da provocare un andamento del mercato dei cambi ormai unidirezionale. Per la prima volta si è passati da un mercato che smontava le posizioni in essere ad un mercato che vende dollari. La storia insegna che il mese di agosto è stato spesso teatro di sconvolgimenti valutari: che non sfugga alla regola anche il 2007? Rimembranza storica: il 15 agosto 1971, gli Stati Uniti furono costretti ad abolire la convertibilità del dollaro in oro (accordi di Bretton Woods).

Restringimento gap tra Bond e Bund decennale

Alla chiusura dei mercati, venerdì 3 agosto 2007, il rendimento del decennale Usa si collocava a 4.67%; quello dell'omologo Bund tedesco a 4.32%. Il divario tra i due bonds governativi si è ristretto ad uno 0.35%. Era dal 30 settembre 2004 che lo spread non era così ridotto.

Tabella di raffronti - da un venerdì all'altro

Usd/yen 121.25 118.85 -1.98% 118.00
Euro/yen 167.60 161.70 -3.52% 162.55
Usd/chf 1.2005 1.2085 1.1915
Euro/chf 1.6605 1.6495 1.6400
Oro 681.60 660.50 - 3.10% 673.50
Petrolio 78.20 76.77 75.26
Euro/usd 1.3825 1.3645 -1.30% 1.3775
Borsa NY D.J. 13.851 13.265 -4.23% 13.181
Borsa Tokyo 18.158 17.284 -4.81% 16.980
Bond/Bund 30.03 4.64% 4.06%
Bond/Bund 06.07 5.18% 4.68%
Bond/Bund 27.07 4.78% 4.32% **

Cause di simili sommovimenti

I mercati sono impauriti; temono che l'effetto domino - dai mutui subprime ai mutui normali - dai mutui ai bilanci delle banche - dai bilanci delle banche alla riduzione dei consumi negli Stati Uniti, tutto possa concorrere ad un disastro collettivo. Il grado di fiducia in Bernanke e in Paulson è ancora inesprimibile, per quanto riguarda la gestione delle situazioni di emergenza.

Tokyo - post.elezioni - Camera Alta

Dopo il disastroso risultato elettorale per Shinzo Abe, il Premier che ha deciso di non rassegnare le dimissioni, per tentare prima un ampio rimpasto della compagine di governo; ha dovuto subire le ennesime dimissioni di un membro del governo: Norihiko Akagi, ministro dell'Agricoltura, ha lasciato l'incarico (pare implicato in uno scandalo finanziario). Il precedente Ministro si era suicidato un paio di mesi fa, anche lui sommerso in uno scandalo di corruzione.

Pechino - quarta missione di Paulson - segretario al Tesoro Usa

Le richieste americane si fanno più pressanti: in parole povere e in estrema sintesi gli Usa chiedono alla Cina una ulteriore, secca rivalutazione dello yuan cinese del 25% in una settimana. Da 7.5680 (chiusura di venerdì 3 agosto 2007) a 5.6850. Da ricordare che la nuova legge, varata dalla Commissione Bancaria americana con 17 voti a favore e 4 voti contrari, che mira ad evitare una manipolazione del cambio come pratica commerciale illegale (dumping), appena entrasse in vigore, darebbe la facoltà al Governo Usa di dichiarare lo stato di manipolazione in appena trenta giorni, basandosi sull'esistenza di significativi surplus globali e bilaterali. Per fare due esempi: Cina e Giappone, non la Germania il cui ampio surplus commerciale non è di tipo bilaterale.

Possibili movimenti futuri

Se la scorsa settimana era stata caratterizzata dallo smontamento di parte delle posizioni in essere, la settimana appena conclusa ha preso una direzione diversa, quella che naviga da tempo sotto-traccia nei mercati: il ribasso del dollaro.

Lettura consigliata - da The Economist 28 luglio/ 3 agosto 07
Soft currency - The dollar is weak against a clutch of currencies that share many of its flaws. In base ad un indice elaborato dalla Federal Reserve Bank nel 1973 con base 100, il valore del dollaro parametrato alle 7 maggiori monete concorrenti, si trova attualmente a quota 78. E' lo stesso livello di minimo, toccato nel 1995. Il top del valore del dollaro rispetto alle medesime 7 currencies ha toccato il massimo a 112 tra il 2001 e il 2002. Oscillazione massima tra minimo (78) e massimo (112) = 33 vale a dire il 33% rispetto ad un pivot medio.
Evoluzione futura probabile del dollaro

Al di là di tutte le chiacchiere, è venuto il momento di partorire un Indice anche se grezzo ed empirico per misurare (qualora si verificasse) la 'confiance' dei mercati nei confronti del biglietto verde. La mia personale scala di valutazione poggia su alcuni parametri e valori:

} oro espresso in dollari 
}  cambio usd/chf
}  cambio euro/chf
}  cambio usd/yen
}  cambio euro/yen
}  cambio usd/rand sudafricano
} valore di alcune monete asiatiche: dollaro singapore - dollaro/ baht - dollaro/won Corea
} quotazione delle principali materie prime in dollari (useremo un indice complessivo)
dollaro svizzero
Terminata la fase della pulizia, emergerà (o meno) una tendenza più chiara sul dollaro: noi riteniamo che una fuga dal dollaro (se mai ci sarà; in ogni caso la riteniamo possibile) verrà segnalata dal recupero sostanziale di oro - franco svizzero - yen - petrolio - ribassi consistenti del biglietto verde verso sterlina- franco svizzero- dollaro Singapore-baht thailand-won Corea del Sud - indice complessivo delle materie prime. Si tratta di dieci indicatori che possono misurare la 'confiance' nel biglietto verde. Può sembrare sorprendente che noi poniamo il franco svizzero e lo yen tra le monete tendenzialmente beneficiarie di un impulsivo declino del dollaro. Ma, allorquando si innescasse una fuga da Alcatraz (Usd), le pedine da acquistare sono sempre quelle, a maggior ragione se il mercato è esposto tutto dalla parte contraria. E' giunta l'ora di impostare in concreto il nostro indicatore sulla 'fiducia' nei confronti del dollaro. Abbozziamo uno schema di approccio per l'elaborazione dell'Indice di fiducia del dollaro:

} oro:

tra 640 e 690 = indice zero
tra 690 e 725 = indice - 1 
tra 725 - 800 = indice - 2 
sopra 800 dollari/oncia = indice - 3
} franco svizzero : (contro dollaro)
a 1.20 indice zero
da 1.20 a 1.25 indice + 1
da 1.20 a 1.15 indice - 1
da 1.15 a 1.10 indice - 2

} franco svizzero : (contro euro)
a 1.6400 indice zero
da 1.58 a 1.64 indice - 1
da 1.52 al 1.58 indice - 2
da 1.45 a 1.52 indice - 3

} yen: (contro usd)

a 117.50-123.50 indice zero
da 112.50 a 117.50 indice - 1
da 108.50 a 112.50 indice - 2
da 98.50 a 108.50 indice - 3

} yen : (contro euro)

164 indice zero
da 156 a 164 indice - 1
da 150 a 156 indice - 2
da 140 a 150 indice - 3

} usd/rand sudafricano

da 6.75 a 8.15 indice zero
da 5.75 a 6.75 indice - 1
da 4.75 a 5.75 indice - 2

} quotazione indice materie prime: (Commodity Research Bureau 1967 = 100)
indice generale 3 agosto : 318.17

da 275 a 335 indice zero
da 335 a 375 indice - 1
da 375 a 450 indice - 2
} petrolio :

da 45 a 85 usd/barile indice zero
da 85 a 100 indice - 1
da 100 a 130 indice - 2

In base a questi primi 8 indicatori, con un euro/usd che può oscillare tra 1.2840 e 1.4240 attualmente saremmo a indice zero. L'indice può oscillare in territorio negativo (quando segnala un accentuarsi della debolezza del dollaro) oppure in territorio positivo (quando il dollaro si allontana dalla fascia della negatività).
Note:

Usa: General Motors - Ford e Chrysler scendono per la prima volta al di sotto del 50% del mercato americano dell'auto, esattamente al 48.1%. Toyota sale al 17.1%. Francia : a luglio, anche in Framcia i costruttori francesi - Peugeot - Citroen e Renault hanno perso quota 50%. Mattel : ha ordinato il ritiro dal mercato di 1 milione e mezzo di giocattoli prodotti in Cina perché potrebbero contenere vernici tossiche (possibile concentrazione pericolosa di piombo). Il gap tra Bund Germania e Btp Italia, in crescita da alcune settimane, si collocava a fine della scorsa settimana, a 0,3170%. Al termine di questa settimana, il gap si riduce anche se di poco a 0.2980% 06 agosto 2007.
SALEX - Tel +39 0331 455471  - Email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo – Web: www.salex.it

 
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