RISCHIO ROTTURA?
Alcuni indici americani sono arrivati vicini al
test della
trend line di lungo periodo iniziata nel lontano 1971 e si profila un pericoloso test del supporto dinamico del mercato.
Wilshire 5000, Spx, Dow industrials (che vediamo sopra con dati mensili) e i maggiori
indici Usa sono tutti nella stessa decisiva situazione. Si profila un cambio di
trend con rottura della
trend line o viceversa è una occasione di acquisto?
Il
Wilshire 5000 è ora a soli 2,5% al di sopra della linea di tendenza dal 1974, che viene calcolata a 12632,60 (un rottura c'è stata nel 1982). Tendenze analoghe esistono nello
S&P,
Nasdaq e Dow, con i 30 titoli del
Dow diventati un po più volatili sul
trend rispetto ai più grandi indici. La tendenza è in corso da quasi 35 anni, sicuramente in tal modo conferma che l'economia ha continuato in un tale trend di sviluppo per tutta la durata della stessa tendenza.
Tendenza che tuttavia si è basata su rapporti demografici,
outsourcing, e disponibilità di energia a basso prezzo. Tutto questo
trend sembra voler invertire il rapporto di dipendenza da questi fattori, con i fondi pensione che vendono al ribasso e l'energia che sale di prezzo.
Ci sono ovviamente altre tendenze come ad esempio i miglioramenti tecnologici e una maggiore efficienza, come pure la crescita del debito, etc., ma questi sono totalmente compresi nelle grandi tendenze di cui sopra; vale a dire che essi non possono accadere in modo isolato.
"
La tendenza è tua amica" dice il saggio. In teoria non si dovrebbe mai scommettere contro una tendenza che continua per lungo tempo, ed è ciò che un sacco di gente dirà. Perché dovrebbe essere diverso questa volta? Il punto è che la scommessa sulla tendenza è infatti che la tendenza rompa la tradizione di una tendenza che rimane la stessa. La tendenza dell'azionario è solo una riflessione basata sui fondamentali delle aziende, e dato che sappiamo che questi stanno cambiando, quindi la scommessa che le azioni continueranno a salire, mentre i fondamentali di base stanno cambiando strutturalmente, è del tutto illogica. Non è solo illogico, ma anche costoso, come il costo della vita, i fondi pensione, le passività ed i debiti.
A un certo punto la stampa segnalerà che il patrimonio netto cala in modo nominale, ma per ora la scommessa è che questa tendenza possa solo iniziare a cambiare. Anche se la crescita rivista al rialzo del
pil statunitense nel terzo trimestre 2008, +3,3%, è stata sostenuta pressoché per intero dal miglioramento della bilancia commerciale ed in particolare dall'
export, a sua volta favorito dal basso livello del dollaro, tuttavia il pericolo d'inflazione, la recessione e la crisi del settore finanziario sono ancora sul tavolo. Se sarà rottura del
trend lo sapremo tra qualche mese. Intanto il saggio dice: "la prudenza è tua amica".
Indici americani a rischio? (macromonitor.net)