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COME EVITARE DRAGHI Dal primo agosto 2006 le Sgr hanno iniziato ad applicare le nuove regole sulle commissioni di Performance, finalmente allineate agli standard internazionali della losco (l'associazione mondiale dei regolatori). In particolare l'ìncentivo dovrà essere calcolato su base almeno annuale e non su base trimestrale o, addirittura, mensile come erano soliti fare alcuni gestori domestici (tra cui Mediolanum ed Azimut). Quellla modalità trasformava le commissioni di performance in una sorta di atipiche commissioni di volatilità, correlate all'andamento discontinuo dei mercati. Se per ipotesi l'indice di Borsa retrocedeva del 5% in un mese ed avanzava del 10% nel mese successivo il gèstore guadagnava maggior formance fee nel secondo mese) rispetto ad un progresso lineale del 5 % nei due mesi. Tutto ciò era assai poco equo nei confronti dei sottoscrittori di quote interessati ovviamente ad uno stabile ritorno dei proppri investimenti. Ed al contrario a guadagnare di più con una bassa volatilità.
Tutto bene, allora? Non proprio. Un report di Uhm informa che nol corso dell'ultima conference call con gli analisti, dedicata ai dati della trimestrale, i manager di Azimut hanno informato del continuo switch dai fondi italiani a quelli lussemburghesi (il 28% degli asset sotto gestione a ottobre) con management fee più basse e maggiori performance fee. Sono le vecchie commissioni di performance, calcolatè su base trimestrale su della quota del fondo. La pratica, evidentemente, è consentita in Lussemburgo e quei fondi sono collocati in Italia utilizzando le norme europee sulla libertà di prestazione. Ma non è, come si dice, user friendly. La società dovrebbe rispettate le best practice a protezione degli investitori italiani anche se produce in Papuasia i suoi fondi. Andando in Lussemburgo Azimut, in forma sempre Uhm, ha inoltre un benefìcio fiscale da 3 a 5 milioni ogni miliardo trasferito. Anche in questo caso è tutto lecito; peraltro Azimut arriva buon ultimo dopo alcuni dei suoi principali competitors, ma il Fisco italiano depauperato da simili pratiche, potrebbe almeno chiedere alle autorità del granducato di contribuire in parte alle prestazioni sanitarie e pensionistiche di cui godono gli azionisti delle sgr italiane "esterovestite". (Riccardo Sabatini) |
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