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BERNANKE E I MERCATI

La fiducia nel dollaro
(a cura di Natalino Bittanti) Pare stia scemando se escludiamo la giornata di mercoledì (1.3753-1.3832) l'euro/usd si è mantenuto entro oscillazioni del tutto trascurabili. I mercati hanno assunto un atteggiamento assai cauto. Pare quasi che ci sia timore a tirare il sasso in direzione di 1.40 anche se si sa che è ineluttabile che ciò avvenga. E 1.40 ha una proiezione immediata sino a 1.4215. I fatti salienti della settimana sono: (1) l'audizione semestrale del BernankeGovernatore della Fed, Ben Bernanke, innanzi al Congresso americano, nei due rami del Parlamento, rispettivamente mercoledì e giovedì; (2) il proseguimento della salita del prezzo del petrolio; (3) il ritorno prepotente al rialzo, delle quotazioni dell'oro che hanno superato di slancio quota 680 in chiusura di settimana. Nel mentre, si sviluppavano questi tre temi, l'euro/usd ha ritoccato al rialzo, venerdì, il livello massimo settimanale a 1.3842. Aumentano i timori sulla tenuta delle borse azionarie, benché a livello di indici, si siano toccati in settimana quote record. (continua)

 Andamento dei mercati: i punti salienti della settimana
Partiamo da quello che si può considerare l'evento - chiave della settimana: la doppia audizione di Bernanke al Congresso americano; si tratta di un'audizione semestrale ed è l'occasione per una specie di riassunto delle puntate precedenti per quanto riguarda l'andamento dell'economia
a stelle e strisce negli ultimi sei mesi.
Bernanke intanto ci ha aggiornato sulle previsioni della Banca Centrale in merito alle stime di crescita: per il 2007 a 2.25%-2.50% dal precedente 2.50%-3.00%; per il 2008 a 2.50%-2.75% da 2.75% - 3.00%. La correzione del mercato immobiliare sta continuando e continuerà a pesare
anche nei prossimi due trimestri, almeno. Il danno all'economia può essere quantificato in 50100
miliardi di dollari derivanti da insolvenze nel settore dei mutui immobiliari 'subprime'; il dato ha colpito i mercati in modo brutale. Mercati che cominciano a temere il peggio. Il peggio sarebbe che dal settore dei subprime loans ci sia un contagio al settore più tradizionale del mutui immobiliari e del credito in generale. Con riflessi sugli utili delle maggiori banche americane e sull'effetto deprimente che una situazione del genere avrebbe a livello dei consumi. Che come
ognun sa è il motore dell'economia Usa.

Ben Bernanke e l'audizione

Con quella faccia un po’ così (recitava una canzone di qualche anno fa di Paolo Conte), volto sempre sul triste, Ben Bernanke è il contrario dell'archetipo dell'uomo americano. Sembra quasi un europeo triste. Cosa ci si poteva aspettare da Ben nella sua doppia audizione davanti ai duerami del Parlamento americano. Direi poco o nulla di positivo, con qualcosa invece sul negativosgradevole. Ma la cosa che mi affascina e mi scandalizza di Bernanke è che lui parla come se fosse un Professore universitario, o magari addirittura come un qualunque uomo della strada.
Mai come Presidente della Federal Reserve Bank, cioè della più importante banca centrale del mondo. Mai uno slancio, mai un momento di ottimismo. Mai una scatto viscerale, specialità del caro vecchio trombone Alan Greenspan, imbonitore dei mercati! Almeno stesse zitto su certi argomenti spinosi, come lo yen. Siccome il usd/yen naviga attualmente tra 120 e 123 e la fascia di oscillazione di lungo periodo sta fra 105 e 145, poteva Bernanke risparmiarsi la battuta che lo yen si colloca in una fascia mediana che non preoccupa nessuno? Ben pensa forse che il mondo delle valute si limiti al cambio usd/yen? Forse Bernanke non sa che esiste anche l'euro/yen (da 138 a 168) e lo yen/won della Corea del Sud per non parlare dello yen/baht thailand. Che tristezza, quando ai posti di comando, si collocano personaggi simili!

Una notazione finale: se i due governatori che hanno preceduto Bernanke alla guida della Fed hanno ripetuto millanta volte che la politica dell'Amministrazione americana si basava su un dollaro forte, Bernanke del dollaro non dice mai nulla, salvo che sono i mercati a deciderne le sorti. Bernanke sa che 'c'è stato in passato un Hotel Plaza che ha posto un freno a quanto i mercati stavano imponendo, rovesciando il trend del dollaro (allora troppo forte)?

Se l'euro/usd sale a 1.40 - proporremo una tabella con l'elenco delle valute che si stanno rivalutando contro dollaro e un elenco delle valute rimaste al palo (cioè ancorate al dollaro) Bear Sterns

Con un atto di coraggio raro nel mondo bancario, la banca d'affari Bear Sterns ha emesso in settimana un comunicato in cui si dice che le quote dei due fondi (hedge funds) salvati con l'immissione di due miliardi di dollari, al 18 luglio 2007, hanno di fatto azzerato il loro valore o meglio, per essere precisi, siamo a 1 cents di usd per il primo e a 9 cents di dollaro per il secondo. Il che sta a significare che gli investitori in entrambi i fondi possono considerare interamente perduta la quota investita. Siccome attorno agli hedge funds si era creato un alone di invincibilità e il ricordo del LTCM (1998) si era ormai del tutto sbiadito, personalmente sono mediamente felice che qualcuno ogni tanto ci lasci qualche soldo su investimenti azzardati.
 

Nicolas Sarkozy e Jean-Claude Trichet

Entrambi sono francesi, ma il primo è francese prima che europeo, essendo stato eletto come Presidente della Repubblica francese; il secondo è un europeo prima che un francese e si attiene
ai compiti che gli sono stati assegnati: difendere la stabilità della moneta unica (euro) e mantenere il tasso di inflazione entro livelli prefissati. Lo sviluppo economico attiene ai singoli governi nazionali. Sarkozy non è d'accordo sul fatto che la Bce non sia responsabile del livello del cambio e vuole concordare una linea comune per contrastare debordi eccessivi. Del tipo, riunioni periodiche tra banchieri centrali e ministri finanziari dell'area-euro. Per Trichet, l'idea di Sarkozy significa semplicemente voler influenzare la Bce e la sua politica monetaria. In passato, seppure in forma un po’ carnevalesca, ci aveva provato Berlusconi e da Bruxelles gli fu risposto che il passaggio dalla moneta nazionale all'euro era stata accompagnata (o avrebbe dovuto essere accompagnata) da un funzione di stretta sorveglianza da parte di alcuni Governi dell'Ue. Ora se il prezzo della pizza (Italia) è raddoppiato in una notte, non si può addebitare a Bruxelles e all' euro responsabilità improprie. Nessuno deve dimenticare che ad un cambio di accesso (euro/usd) attorno a 1.1650 il 1 gennaio 1999, il cambio poi precipitò sino a 0.8240 prima di risalire alle vette attuali. La politica dell'euro forte non disturba, in questa fase, non solo il primo paese, la Germania, ma nessuno, Francia esclusa, si è preoccupato di affermare che 1.35 - 1.3750 - 1.40 sono livelli insostenibili. Ce la si può fare. Certo, la Germania nel periodo 2000-2005 ha avuto la fortuna che tutta l'operazione di ristrutturazione dell'industria tedesca ha approfittato di un cambio euro/usd favorevole. Ora che il processo è sistemato, va benissimo anche un euro forte (molti si ricordano ancora oggi, la politica del marco forte, perseguita da Francoforte per decenni). Un euro forte aiuta oggi, a maggior ragione, a fronte di un prezzo del petrolio che sta navigando verso 80 dollari il barile. Basta riflettere sul fatto che la Francia presenta tuttora una bilancia commerciale in rosso per 36 miliardi di euro, l'Italia 22 miliardi mentre la Germania si siede su un surplus annuo di 234 miliardi di euro.

Rinascerà il franco francese, prima moneta ad uscire dall'euro?

Dopo gli accordi del 23 giugno, a Bruxelles, lunedì 23 luglio, nella prima riunione della Commissione inter-governativa (a guida portoghese) i ministri degli Esteri dei 27 paesi si riuniranno per partorire un trattato modificativo dei trattati di Roma e Maastricht.
Obiettivo
: ottenere la ratifica prima del 2009 (elezioni europee) da parte di tutti e 27 paesi: salvo l'Irlanda che è tenuta a far approvare il testo con voto popolare, tutti gli altri paesi faranno ricorso ad approvazioni parlamentari. Solo Olanda, Danimarca, Polonia e Portogallo decideranno la forma di approvazione. Sembra che stavolta le modifiche concordate il 23 giugno siano la base per una totale approvazione.
Le tre principali modifiche rispetto alla situazione preesistente sono:
-La presidenza del Consiglio Europeo passa da 6 mesi a 2 anni e mezzo
-Viene nominato un quasi-Ministro degli Esteri con poteri di rilievo
-Allargamento del voto a maggioranza

Cina - inflazione al rialzo - tassi al rialzo

La crescita del Pil nel secondo trimestre 2007 è salita all'11.9% dall'11.1%. Il tasso di inflazione è salito oltre il 4%, esattamente al 4.4% e i tassi vengono elevati da 6.55% al 6.77% Flight to quality - dai corporate bonds ai bonds di stato.

I rendimenti del decennale Usa sono ripiombati al di sotto del livello classico del 5%, in parte e soprattutto per il fatto che i timori sui bonds legati ai subprime loans e ai corporate loans (allargamento degli spreads nei confronti dei titoli governativi) hanno spinto una parte del mercato a ritornare sui vecchi Government Bonds. E' la classica corsa del ritorno verso la qualità
(flight to quality).

 
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