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Goldman Sachs banca demoniaca?Goldman Sachs ha sotterrato i competitors Lehman Brothers, Bear Stearns, Merrill Lynch. Goldman Sachs, ex banca d'affari, ha chiuso il secondo trimestre 2009 con un utile netto di 3,44 miliardi di dollari. Ogni dipendente potrà portare a casa qualcosa come 200mila dollari extra. Bonus astronomici per i manager mentre i rivali come Citibank arrancano. E' dipinta come una banca demoniaca. Esiste un sito, Goldman Sachs 666 , che svela tutte le trame della banca uscita vincente dalla crisi americana. 666 è il numero del diavolo ed anche della bestia. Il bilancio, i sospetti e le consulenze. .
Goldman Sachs e gli uomini di potere.
Ex ministri del Tesoro Robert Rubin e Hank Paulson (nonché di tre dei quattro vice di quest’ultimo), dell’ex presidente del New York Stock Exchange e poi esecutore testamentario di Merrill Lynch, John Thain, così come non si contano gli ex uomini di vertice di Goldman passati a guidare le principali banche e compagnie di assicurazione statunitensi o alla guida delle presenze statunitensi di banche e compagnie di assicurazioni basate altrove. In Italia: ricche consulenze per Romano Prodi e poi a Gianni Letta, quando i due erano liberi da impegni di Governo, mentre significativa è la parentesi svolta da Mario Draghi, attuale governatore di Bankitalia, al vertice di Goldman in Europa e nel comitato esecutivo globale della banca americana. Consulenze milionarie per tutti i politici disponibili. (La vignetta mostra la Casabianca come una dependance della banca.) Il bilancio Goldman Sachs ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 3,44 miliardi di dollari, pari a 4,93 dollari per azione contro i 3,65 previsti dagli analisti. Questo è l'utile trimestrale più alto nella storia della banca d'affari newyorchese. I ricavi si sono attestati a 13,76 miliardi di dollari. Per gli istituti rivali, che pubblicheranno i bilanci nei prossimi giorni, si tratta di una vera doccia fredda: Goldman non solo è riuscita a resistere alla crisi peggiore dagli anni Trenta, ma si è rimessa in carreggiata solo pochi mesi dopo che l'industria finanziaria americana è stata scossa fin dalle fondamenta. Secondo gli analisti, Goldman Sachs, la quinta banca americana per asset, continua a essere un'eccezione: JpMorgan Chase dovrebbe in qualche modo reggere, Morgan Stanley dovrebbe chiudere in perdita il trimestre, così come dovrebbero continuare ad arrancare Citigroup, Bank of America e la sua controllata Merrill Lynch. Il prezzo del petrolio La speculazione sul petrolio è un esempio del potere di GS. La maggior parte dei ricavi e degli utili di Goldman provengono dall’attività di speculazione e posizionamento su quasi tutto quanto viene trattato sui mercati regolamentati, un’operatività che spazia dai prezzi futuri delle materie prime energetiche e non, le derrate alimentari, i tassi di interesse, le valute convertibili, gli indici azionari o le singole azioni, attività che, peraltro, svolge in quasi perfetta solitudine da quando sono scomparse dalla scena Bear Stearns, Lehman Brothers e Merrill Lynch, la prima e la terza assorbite, rispettivamente, da J.P. Morgan Chase per un classico piatto di lenticchie, e da Bank of America, che, come è stato ampiamente e documentalmente dimostrato nelle aule del Congresso americano, è stata praticamente costretta da Bernspan e Paulson a pagare un prezzo stratosferico per un’entità tecnicamente più che fallita e a cui non è stato neppure consentito di fare nemmeno uno straccio di due diligence. Ma quanto è avvenuto tra il dicembre del 2007 e il luglio del 2008, quando, in piena tempesta perfetta e mentre il prodotto interno lordo statunitense iniziava a dare sempre più evidenti segnali di frenata, il prezzo del greggio infranse rapidamente tutti i record per poi portarsi al massimo storico di 147 dollari al barile, ha definitivamente chiarito come bastasse che tutti credessero possibile l’obiettivo dei 200 dollari entro la fine di quell’anno sostenuta dagli analisti di Goldman e rafforzata dalle previsioni miste ai desideri del numero uno della russa Gazprom per abbattere come birilli posti in fila i vari livelli un tempo giudicati inviolabili, una nuova corsa all’oro che vide in scia alle banche più o meno globali una massa sterminati di investitori più o meno istituzionali, tra i quali si distinsero anche molti fondi pensione, come il famoso Calpers, con la differenza che Goldman e le sue dirette concorrenti girarono per tempo le proprie posizioni, mentre la maggior parte degli altri investitori restarono intrappolati nella successiva discesa verticale dei prezzi del greggio innescata dalla reazione dei paesi produttori, Arabia Saudita in testa. (diariodellacrisi.blogspot.com) Le telefonate (Natalino Bittanti) Da tempo Goldman Sachs è sotto gli occhi vigili di tutti e il New York Times non ci ha pensato due volte a richiedere l’elenco delle chiamate telefoniche fatte e/o ricevute da Henry Paulson nei periodi più critici della crisi. NYT si è limitato a fare una richiesta all’U.S. Freedom of Information Act. Non vi viene rivelato il contenuto delle conversazioni ma il numero delle telefonate fatte e ricevute su un determinato numero sì. Da quanto è emerso, Paulson ha ricevuto un’autorizzazione a contattare i Ceo e i maggiori responsabili delle Banche e delle Istituzioni coinvolte (AIG-Fannie Mae-Freddy Mac) il 17 settembre 2008. Nella settimana critica, in particolare quella che va dal 7 al 15 settembre 2008, in assenza di autorizzazione, Paulson ha parlato con tutti i maggiori responsabili coinvolti. Ma con Lloyd Blankfein, suo successore alla Goldman Sachs, più di una ventina di volte (NYT scrive: two dozen times…. si consiglia in proposito la lettura dell’International Herald Tribune di lunedì 10 agosto 2009 a pag. 1 e pag. 16). Nettamente più basso è risultato invece il numero delle conversazioni con gli altri Wall Street executives. Nel week end del 13 e 14 settembre, viene deciso il salvataggio di AIG e a beneficiarne maggiormente è proprio la Goldman Sachs Certamente i tempi erano travagliati e difficili, ma il conflitto di interessi è emerso immediatamente nelle vicende narrate. E lo stesso Paulson se n’è accorto quasi subito. - Paulson ricevette due deroghe nel pomeriggio del 17 settembre 2008 dal White House Counsel’s Office and the Treasury Department. Le telefonate da Paulson a Blankfein, effettuate tra il 7 e 17 settembre – ore 13 – non erano quindi coperte dall’autorizzazione in deroga (waiver). - esemplare l’articolo di Salvatore Bragantini su Il Corriere della Sera di giovedì 13 agosto 2009 dal titolo: Il codice sulla libertà d’informazione che allontana gli Stati Uniti dall’Italia - a margine delle telefonate di Paulson rese pubbliche |
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